87 Grotta della Serratura (Marina di Camerota - SA). La malacofauna dei livelli gravettiani ed epigravettiani. Considerazioni paleoecologiche Fabio MARTINI * , André Carlo COLONESE ** , Barbara WILKENS *** G. MALERBA,P. VISENTINI (a cura di) Atti del 4° Convegno Nazionale di Archeozoologia (Pordenone,13-15 novembre 2003) Quaderni del Museo Archeologico del Friuli Occidentale, 6, pp. 87-96 Riassunto - Lo studio della malacofauna marina e continentale proveniente dai livelli gravettiani e epigravettiani (evolu- to e finale) dell’area di scavo localizzata nel fondo grotta di Grotta della Serratura (Salerno) ha evidenziato due differenti forme di introduzione di molluschi nel fondo grotta da parte dell’uomo. Una prima presenza di molluschi marini in grotta (Gravettiano – strati 11-12 e Epigravettiano evoluto – strati 9-10) sembra manifestarsi in modo non intenzionale con l’in- troduzione e l’utilizzo di materiali marini, come la Posidonia oceanica. Nei livelli superiori (Epigravettiano finale – strato 8) l’introduzione di molluschi marini e terrestri nell’areale analizzato avviene come risultato dell’adozione degli stessi nella dieta alimentare. Lo studio in chiave ecologica di queste due composizioni, distinte sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo, ha rilevato un ambiente costiero interessato da forti trasformazione ecologiche, presumibilmente a causa della trasgressione marina in corrispondenza della chiusura del Pleistocene superiore. Summary - Grotta della Serratura (Marina di Camerota - Salerno). The malacofauna from Gravettian and Epigravettian levels.Paleoecological considerations. The malacological analyses evidenced two different typologies of introduction of marine and terrestrial molluscs in the Upper Palaeolithic layers of Grotta della Serratura (Salerno). The first modality of introduction (Gravettian – layers 11- 12 and Evolved Epigravettian – layers 9-10) seems to be accidental and associated to the anthropogenic introduction of Posidonia oceanica. In the uppermost layer (Final Epigravettian - layer 8), the mollusc occurrence is related to the adop- tion of shellfish gathering as part of a broad spectrum economy.The diachronic variability in this last mollusc assemblage composition seems to be biased by palaeoenvironmental variation determined mainly by the marine transgression during the Late Upper Pleistocene. Parole chiave - malacofauna, Gravettiano, Epigravettiano, ambiente costiero Key words - molluscs, Gravettian, Epigravettian, coastal environment Introduzione Grotta della Serratura è localizzata nel territorio di Marina di Camerota, provincia di Salerno (Fig. 1). Le ricerche ebbero inizio nel 1984 con scavi siste- matici e proseguono sia con attività sul campo sia con studi interdisciplinari (MARTINI 1993). Le occupazioni preistoriche di Grotta della Serratura sono ricostruibili attraverso l’integrazio- ne delle successioni stratigrafiche messe in luce in due aree di scavo, la prima nella zona atriale (BOSCATO et alii in questo volume), localizzata a circa 12 metri dall’ingresso attuale, e l’altra, più estesa, nel fondo grotta, ad una distanza di circa 30 - 40 metri dalla ingresso. In questo lavoro vengono analizzati i molluschi provenienti dai livelli gravet- tiani ed epigravettiani (evoluto e finale) del settore “fondo grotta”. La trincea di scavo messa in luce nel fondo grotta è quanto rimane di un deposito di retroduna, accu- mulato quasi esclusivamente dall’agente eolico. Gli strati appaiono fortemente inclinati soprattutto a partire dall’Epigravettiano finale e indicano l’esi- stenza in prossimità dell’ingresso di un potente deposito, spesso almeno 10 metri, del quale restano oggi pochi lembi placcati in parete. L’intera serie poggia su un potente bancone stalagmitico. Le fasi * Dipartimento di Scienze dell’Antichità “G. Pasquali”, Università degli Studi di Firenze ** Dottorato “Culture e ambiente”, Dipartimento di Archeologia e Storia delle Arti, Università degli Studi di Siena; colla- boratore del Dipartimento di Scienze dell'Antichità “G. Pasquali”, Università degli Studi di Firenze *** Dipartimento di Storia, Università degli Studi di Sassari