IL PERFETTO DI SUM CON IL PARTICIPIO IN –TUS IN LATINO: MOTIVAZIONI TEMPORALI E ASPETTUALI ROSSELLA IOVINO 1. INTRODUZIONE Oggetto di questo lavoro è un’analisi dei costrutti latini formati dalla cooccorrenza di un participio in –tus con il perfetto del verbo sum, alla luce degli studi sulle categorie linguistiche di tempo e aspetto. In particolare, si fa riferimento 1 ai concetti di momento dell’avvenimento (MA), di momen- to di riferimento (MR) e di momento dell’enunciazione (ME), indispensa- bili per cogliere la distinzione tra temporalità assoluta (deittica) e tempora- lità relativa (anaforica), e al concetto di statività e di telicità per quanto riguarda l’aspetto. Nelle pagine seguenti ci si propone di dimostrare che il costrutto for- mato da un participio in -tus e dal perfetto del verbo sum svolge funzioni diverse rispetto alla perifrasi, per così dire ‘normativa’, costituita dalla cooccorrenza di un participio in –tus con il presente del verbo sum. Esso codifica, in particolare, il tempo sia nell’ambito della temporalità relativa (§ 3.1) sia di quella assoluta (§ 3.2), ed esprime valori aspettuali (§ 3.3). 2. STATUS QUAESTIONIS Nelle principali grammatiche del latino l’aspetto è considerato margi- nalmente o confuso con il tempo. In Ernout-Thomas (1951: 184), ad esem- pio, ci si limita ad affermare che il verbo latino esprime l’aspetto, che codi- fica “où en sont l’action et l’état du point de vue de leur développement”. Circa la selezione di fui in luogo di sum si sostiene che “le type clausus fuit marque l’antériorité par rapport à une forme de perfectum située dans le con- texte”. 1. Nei termini di Bertinetto (1986) e De Miguel (1999). Iovino_Layout 1 12/04/12 15.09 Pagina 1