1 Le regine dei Longobardi. Antroponimia e ruoli archetipici. Le regine dei Longobardi. Antroponimia e ruoli archetipici. Le regine dei Longobardi. Antroponimia e ruoli archetipici. Le regine dei Longobardi. Antroponimia e ruoli archetipici. Nicoletta Francovich Onesti Nicoletta Francovich Onesti Nicoletta Francovich Onesti Nicoletta Francovich Onesti Alcune regine longobarde sono state donne di grande personalità e di eccezionale intraprendenza, altre sono restate più in ombra, come era di solito il ruolo di molte donne nell’alto medioevo. A volte non è stato neanche tramandato il loro nome. Alcune erano straniere, come l’anglosassone Hermelinda moglie di Cunincperto (re 688-700) e in parte anche Teodolinda, mezza bavarese di origine; altre uscite dalla propria gens Langobardorum. A differenza della regalità ostrogota, in cui la dinastia regnante degli Amali si distingueva per i nomi insoliti e altisonanti imposti alle donne del gruppo, spesso volutamente arcaizzanti e ricercati, i nomi delle regine longobarde non spiccano per particolarità nella formazione o nella scelta dei componenti. Questo in gran parte perché l’ascesa al trono dei re poteva avvenire per scelta del gruppo nobiliare longobardo e non necessariamente per loro appartenenza a uno specifico lignaggio e a una precisa dinastia regnante. Non si riscontra quindi un particolare filo conduttore fra i nomi delle regine dei Longobardi, in quanto mogli dei personaggi di volta in volta elevati al trono, filo conduttore come ad esempio poteva essere il famoso elemento Amala- per le regine e principesse ostrogote. 1 Questo sarà casomai da ricercare presso le figlie dei regnanti, in quanto è su di loro che poteva ricadere qualche particolare scelta onomastica, sentita come consona alla famiglia e al rango; il ruolo indubbiamente importante delle regine non si è riflesso presso i Longobardi in particolari scelte dei nomi. Alcune delle regine che più hanno lasciato un segno nella storia dei Longobardi, e che più hanno colpito la fantasia di Paolo Diacono, che ne conserva memoria e ci riferisce le loro vicende nel suo stile impareggiabile, sembrano incarnare modelli storico-narrativi particolarmente arcaici e legati a tradizioni decisamente ancestrali. Anche questo aspetto vorremmo indagare ed evidenziare, insieme alle caratteristiche antroponimiche delle regine e principesse longobarde. 1. Caratteristiche antroponimiche. 1.1. Le regine di origine straniera. Alcuni dei nomi regali non sono propriamente longobardi, in quanto diverse regine erano di altra origine. Ranicunda, la prima moglie di Wacho (re in Pannonia nel 510-540), era di stirpe turingia, 2 la seconda moglie di Wacho, Austrigusa, era una Gepida; i nomi delle sue figlie però allitterano volutamente col nome paterno: Wisigarda e Walderada. Quest’ultima sposando il duca di Baviera diviene poi madre di Teodolinda, la futura regina dei Longobardi. La terza moglie di Wacho, Silinga, era figlia di Rodolfo re degli Eruli. 3 Era di stirpe regale turingia anche Rodelinda, prima moglie di Audoino (re in Pannonia 545- 560). 4 Chlodswinda, la prima moglie di Alboino, sposata verso il 555, era franca, figlia di Clotario I; 5 il suo nome contiene infatti il tipico elemento *hlud- molto frequente nell’antroponimia dei Franchi, che appare anche nel nome paterno. La loro figlia ebbe nome 1 N. Francovich Onesti, Le donne ostrogote in Italia.., 2009. 2 J. Jarnut, Storia…, 1995 p. 16; HL I, 21. Wood, The Frontiers… 1998, p. 248. Si può osservare che il nome è tramandato in una forma longobardizzata (Raicundam in Origo gentis Langobardorum cap. 4; Ranicundam in HL I, 21), con /k/ nel secondo elemento -cunda, dal tema germ. *gunþjō ‘battaglia’. 3 J. Jarnut 1995, p. 16; Origo 4. Il nome è riallacciabile a quello della stirpe dei Vandali Silingi. Vedi inoltre più sotto, § 2.2. 4 J. Jarnut 1995, p. 19; HL I 27. 5 J. Jarnut 1995, p. 21; GregTours HF IV, 3, 9; HL I 27.