aquileia nostra - anno lxxiii - 2002 Considerazioni generali il nostro interesse per le anfore Dressel 6B ci ha condotto negli ultimi anni all’approfondimento degli studi sia dal punto di vista morfologico, nel tentativo di giungere ad una seriazione dei tipi, sia dal punto di vista archeometrico, con l’obiettivo di indagare le aree di origine di questi contenitori, sia sul versante epigrafico 1 . Data l’estrema varietà morfologica, ci è sembrato interessante impostare la ricerca sui conte- nitori accomunati dal medesimo bollo, indice sicuro di una produzione comune. in questo ambito si rive- la di fondamentale importanza lo studio accurato dei punzoni, che può permettere di isolare all’interno di una stessa serie bollata le varianti onomastiche e di nessi fra le lettere, spesso corrispondenti a una scan- sione temporale relativa fra i bolli di una medesima serie. Così anche un parallelo progetto di analisi archeometriche per la caratterizzazione minero- petrografica e chimica degli impasti è stato avviato sulle serie di bolli analizzati 2 , con lo scopo principa- le di creare dei gruppi di riferimento delle argille e, quando possibile, di collegare tali caratteristiche a precise aree di provenienza. la finalità di questo studio è strettamente connes- sa all’esigenza di poter usufruire di una banca dati precisa ed aggiornata, basata sulla revisione delle attestazioni edite dei bolli, sull’elaborazione di tabelle in cui viene raccolta e suddivisa per località la bibliografia specifica, sulla visualizzazione dei dati complessivi in carte di distribuzione e in tavole illustrative delle varianti dei punzoni. in tal modo si dovrebbe giungere a creare la base di partenza per un futuro ed approfondito studio delle dinamiche storico-economiche che coinvolsero l’italia setten- trionale tra i secolo a.C. e i secolo d.C., nell’ambito della produzione e commercializzazione dell’olio e delle anfore che lo contenevano. a questo punto della ricerca possiamo constatare, tranne qualche eccezione, come le carte di distribu- zione delle anfore Dressel 6B bollate aPiC/aPiCi, aP.PVlCri, FlaV.Fontan, Fontani, l.iVni. Paetini, l.tre.oPtati, PaCCi, P.sePVlli. P.F./sePVlliVM, P.q.sCaPVlae, Vari PaCCi si possano sostanzialmente sovrapporre, poiché i contenitori si ritrovano essenzialmente negli stessi centri dell’italia settentrionale, del norico e della Pannonia 3 . sembra confermato dunque come dalla seconda metà del i secolo a.C. alla metà del i secolo d.C. convivano, nell’area padana e nord-adriatica, più produttori che bollano con i loro nomi e che singo- larmente non giungono a saturare il mercato; anzi sembra forse da prendere in considerazione l’ipotesi che essi si siano uniti nell’organizzazione del tra- sporto dei loro prodotti sulle medesime vie fluviali e terrestri, raggiungendo i territori collegati al bacino del Po e dei suoi affluenti e i grandi empori commer- ciali di aquileia e del Magdalensberg. il quadro cambia decisamente già alla metà del i secolo d.C., con l’avvento sui mercati del monopolio dell’olio istriano, prodotto dalla famiglia dei Laecanii 4 . rimane a questo punto da verificare quali siano le produzioni olearie di area medio-adriatica di prima età imperiale, e quindi da identificare quali fossero i contenitori in cui veniva commercializzato l’olio dopo l’uscita di produzione delle anfore ovoidali adriatiche di età tardo repubblicana 5 . non è chiaro infatti se si tratti comunque di Dressel 6B oppure se il trasporto dell’olio avvenisse in altre forme d’anfo- 305 306 analisi Di alCune serie Bollate Di anFore Dressel 6B (AP.PVLCHRI, FLAV.FONTAN e FONTANI, L.IVNI.PAETINI, L.TRE.OPTATI) silVia CiPriano, steFania MazzoCChin