Il rendimento dell’istruzione nelle regioni italiane Massimo Guagnini 1 , Chiara Mussida 2 1. Introduzione L'obiettivo di questo lavoro è quello di illustrare la metodologia ed i risultati delle stime per il rendimento dei titoli di studio a livello regionale. Tale aspetto rientra nel tema più ampio dell'istruzione, la quale viene riconosciuta da più parti come un ingrediente decisivo per lo sviluppo e la coesione sociale. La strategia Europea di Lisbona proposta nel 2000, e ribadita nel 2005 enfatizza come capitale umano ed i connessi investimenti in education e training costuiscano leve politiche fondamentali per la diffusione di crescita economica, occupazione, e competitività, affiancandole ad innovazione e ricerca & sviluppo. Le linee guida relative al 2005-2008, ma anche le successive per il 2008-2010, ribadiscono la rilevanza dell’istruzione. La valutazione delle risorse umane basata sui livelli di istruzione conseguiti da popolazione e/o da forze di lavoro disaggregate per regione, consente di ottenere una quantificazione della diffusione dell’istruzione e soprattutto di coglierne importanti differenziazioni a livello territoriale. A tale aspetto, nel presente lavoro, si affianca una disaggregazione per genere. Il rendimento dell'istruzione costituisce un'interessante integrazione a tale valutazione, in quanto esamina la relazione esistente fra livello di istruzione e reddito da lavoro, con la finalità di quantificare quanto sono più alti gli stipendi e le retribuzioni di coloro che hanno conseguito dei titoli di studio più elevati rispetto agli individui che hanno conseguito titoli di studio inferiori. Tale valutazione può avere importanti ricadute informative. In termini generali, è possibile misurare la convenienza dell'investimento individuale in capitale umano e di valutare indirettamente la capacità del sistema educativo di promuovere le competenze e le potenzialità individuali. Su un piano più specifico la valutazione del rendimento dell'istruzione si presta come indicatore per la lettura delle caratteristiche del mercato del lavoro in relazione alla presenza di opportunità di inserimento professionale per lavoratori più istruiti. Un sistema economico produttivo, che si caratterizza per una forte domanda di lavoratori istruiti e qualificati, dovrebbe essere caratterizzato, a parità di condizioni, da un rendimento dell'istruzione più elevato, ossia dovrebbe registrare un divario reddituale tra i lavoratori in possesso di lauree e diplomi, rispetto a quelli con titoli di studio più bassi. Diversamente un rendimento dell'istruzione più basso potrebbe segnalare una domanda di titoli di studio superiori meno intensa da parte del mercato del lavoro locale, oppure potrebbe indicare - per determinati segmenti lavorativi - un eccesso di offerta di lavoratori istruiti rispetto alle opportunità effettivamente fornite, segnalando dunque difficoltà di assorbimento di lavoratori qualificati da parte del mercato del lavoro. Tale situazione ovviamente porterebbe alla cosiddetta fuga di cervelli, ovvero all’emigrazione di individui più istruiti (con educazione terziaria) verso l’estero, o comunque verso mercati con maggiori capacità di assorbimento, alimentando in tal modo il già acceso dibattito su brain drain brain gain. 3 Pur considerando la complessità del problema che coivolge fattori di varia natura (economici, sociali, etc.), può essere interessante proporre un'analisi regionale e per genere dei rendimenti economici dei titoli di studio ed una chiave di lettura dei divari che emergono tra le varie aree territoriali e fra sessi. I divari territoriali nei rendimenti dell’istruzione possono essere letti in funzione delle diverse caratteristiche strutturali dei mercati del lavoro regionali, che si riflettono a loro volta in differenziali fra gli indicatori strutturali, quali tasso di occupazione e disoccupazione. 1 Prometeia spa, via Marconi, 43 – 40122 Bologna, e-mail: massimo.guagnini@prometeia.it . 2 Prometeia spa, via Marconi, 43 – 40122 Bologna, e Dises (Dipartimento Scienze economiche e Sociali), Università Cattolica del Sacro Cuore (Piacenza), e-mail: chiara.mussida@unicatt.it . 3 Per un approfondimento sul dibattito, si veda Beltrame (2007). 1