MARIO PICCININI The forms of business. Immaginario costituzionale e governo delle dipendenze . The dreams of men, the seed of commonwealth, the germs of empires. «The conquest of the earth, which mostly means the tacking it away from those who have a different complexion or slightly flatter nooses than ourselves, is not a pretty thing when you look into it too much. What redeems it is the idea only. An idea at the back of it; not a sentimental pretence but an idea; and an unselfish belief in the idea – something you can set up, and bow down before, and offer a sacrifice to… » JOSEPH CONRAD, Hearth of Darkness. 1. E’ noto che la vicenda parlamentare che portò all’estinzione della East India Company, o, più esattamente, del suo ruolo di governo su larghe parti del sub-continente indiano, ebbe un percorso tutt’altro che semplice. L’insurrezione indiana che aveva avuto uno sviluppo inarrestabile con la rivolta nel marzo del 1857 delle truppe della Compagnia di stanza a Meerut – la memoria coloniale la ricorderà come the Great Mutiny – ebbe in Gran Bretagna un impatto politico ed emozionale enorme, scuotendo definitivamente il precario compromesso che ancora nel ’53 aveva garantito alla Compagnia una sopravvivenza indefinita, anche se condizionale e pro tempore 1 . L’improrogabilità nell’agenda parlamentare della ridefinizione del rapporto con l’India si sovrappose tuttavia alla fragilità degli equilibri usciti dalle elezioni tenutesi nella primavera dello stesso anno. Quando arrivò in Parlamento, la questione indiana si presentò fortemente sovradeterminata da questioni di schieramento e di partito che non cessarono di interferire nell’iter dello statute che doveva assicurare il passaggio dell’India sotto la diretta autorità della Corona e la conseguente riconfigurazione del home government attorno alla figura ministeriale di un Segretario di Stato per l’India. Ci vollero parecchi mesi di dibattito, un cambiamento di governo e diverse riformulazioni perché la proposta originariamente avanzata da Palmerston nel febbraio del 1858 2 trovasse esito e svestisse la Compagnia d’ogni potere sui territori da essa finora posseduti o governati “in trust for Her Majesty”, spostando radicalmente la percezione britannica della propria dimensione imperiale e introducendo nella vicenda dell’Impero una 1 16 & 17 Victoria, c. 95. Il Charter Act del 1853 negava alla Compagnia il rinnovo ventennale cui la legislazione la sottoponeva dal 1773 e ne riaffermava l’esistenza «until Parliament shall otherwise provide». 2 H. TEMPLE (Viscount Palmerston), Leave to Introduce a Bill on the Government of India (12 Feb., 1858) in A. BERRIEDALE KEITH ed., Speeches and Documents on Indian Policy, 1750-1921, London, Oxford U.P., 1922, pp. 319-342. Sull’intera vicenda cfr. il dettagliato lavoro di A. HAWKINS, British Parliamentary Alignment and the Indian Issue, 1857-1858, “The Journal of British Studies”, 23 2 (1984), pp. 79-105. 1