ROBERTO MAESTRI Bonifacio di Monferrato, amor cortese e potere militare Bonifacio nasce attorno al 1150, terzogenito tra i figli maschi, da Guglielmo V il Vecchio e Giulitta d’Austria. Probabilmente in gioventù partecipa alle guerre combattute dal padre contro i comuni di Alessandria, Asti e Vercelli. Il nome di Bonifacio è citato, per la prima volta, in una prelazione legale dell’imperatore Federico I, stipulata a Torino il 14 giugno 1178. Negli ultimi mesi dell’anno successivo, Bonifacio accompagna il fratello Corrado nelle trattative diplomatiche che riguardano il cancelliere imperiale, l’arcivescovo Cristiano di Magonza, catturato presso Camerino dallo stesso Corrado; dopo questo evento dobbiamo rilevare una mancanza di informazioni riguardanti Bonifacio negli anni immediatamente successivi. Sicuramente in questi anni Bonifacio è coinvolto in alcune imprese cavalleresche in Liguria, episodi poi citati dal trovatore provenzale Raimbaut di Vaqueiras. Dopo la partenza del padre per la Terra Santa, Bonifacio, con il fratello Corrado, si occupa della gestione del patrimonio aleramico, gravemente sottoposto a pressioni autonomiste da parte dei Comuni piemontesi e lombardi. Nel periodo successivo al 1184, lo troviamo, infatti, impegnato in alcuni adempimenti direttamente legati al governo del marchesato. A seguito della partenza del fratello Corrado per l’Oriente, Bonifacio assume il totale governo del marchesato; nonostante le difficoltà con il comune di Asti, sorte a metà del 1188, il suo prestigio è considerevole, tanto che Umberto III di Savoia decide, prima della sua morte (4 marzo 1189), che Bonifacio faccia parte del Consiglio di reggenza per il figlio maggiore Tommaso I, al fine di favorire una riconciliazione tra la casata dei Savoia e quella di Svevia. Bonifacio svolge abilmente anche questo ruolo; infatti, a Fulda, nel luglio del 1190, accompagna Tommaso da Enrico VI per prestare l’omaggio feudale all’imperatore. Tra il 18 ed il 19 gennaio 1191 Bonifacio si trova a Lodi con l’imperatore Enrico VI; sempre al seguito dell’imperatore, si reca a Bologna dove, l’11 febbraio, gli è concessa la messa al bando dei marchesi di Incisa e l’imposizione ai loro vassalli di prestare giuramento di fedeltà all’aleramico entro il termine di un mese. Successivamente Bonifacio fa ritorno in Monferrato e probabilmente cerca di impossessarsi delle proprietà dei marchesi di Incisa. Il 19 novembre 1191, Bonifacio compra da Ottone Del Carretto la signoria di Albisola e l’anno successivo avvi a il consolidamento dei suoi possedimenti nel Piemonte meridionale: tali operazioni sono facilitate dalla duplice alleanza con il Comune di Alba e con il cognato Manfredo II di Saluzzo. Il 5 luglio 1192 Berengario, marchese di Busca, cede all’aleramico metà del castello e del borgo di Cossano Belbo ed un sedicesimo della contea di Loreto. Le operazioni condotte da Bonifacio provocano un inasprimento dei rapporti con Asti e forse, nel periodo compreso tra l’autunno e l’inverno, si verificano anche scontri militari; l’unica cosa certa è che l’11 aprile 1193 è stabilita una pace con condizioni vantaggiose per il Comune di Asti. L’attenzione di Bonifacio è poi rivolta alla necessità di soccorrere i suoi alleati lombardi nei confronti di Milano: l’esito delle operazioni militar i sono, però sfavorevoli all’aleramico che, a Pavia, stabilisce di impedire ogni attività commerciale sul territorio del Monferrato ai milanesi. Cessate le operazioni in Lombardia, Bonifacio si reca in Germania: il 16 settembre è presso l’imperatore a Kaiserslautern. Il soggiorno si prolunga per alcuni mesi ed il 4 dicembre Enrico VI concede a Bonifacio il feudo di Alessandria. È interessante osservare che probabilmente Bonifacio riveste anche un ruolo nelle trattative tra l’ imperatore del Sacro Romano Impero Enrico VI ed il re d'Inghilterra Riccardo I Cuor di Leone, Questa relazione è stata presentata in occasione della Conversazione “I Trovatori e l’Amor Cortese” tenutasi presso il Cenacolo Casa Camilla in data 28 aprile 2007. ROBERTO MAESTRI è fondatore e presidente del Circolo Culturale “I Marchesi del Monferrato”, svolge attività di ricercatore di storia medievale ed è autore di numerosi studi sulla storia del marchesato di Monferrato.