1 N. LEWIS, Napoli ’44, trad. it. di M. Codignola, Milano, Adelphi, 1993 (ed. orig. 1978), p. 128. Credenze analoghe sono ancora ben attestate dall’etnografia contemporanea e risultano special- mente diffuse nei contesti devozionali incentrati sui simulacri mariani. Racconti di prodigiose es- sudazioni (sangue, olio, acqua, lacrime) da parte di statue consacrate alle divinità ricorrono, come vedremo, in tutta la letteratura classica, e specialmente nei primi secoli dell’èra cristiana. Per una prima rassegna si veda ancora E. BEVAN, Holy Images. An Inquiry into Idolatry and Image-Worship in Ancient Paganism and in Christianity, London, G. Allen & Unwin Ltd, 1940, pp. 24-35; molti dati e molti spunti di riflessione sulle statue viventi sono offerti da F. FRONTISI-DUCROUX, Dédale. Mythologie de l’artisan en Grèce ancienne, Paris, Maspéro, 1975 (rist. anast. Paris, La Découverte, 2000, con una nuova Postface), pp. 95-117; e inoltre, R. MACMULLEN, Le paganisme dans l’Empire romain, trad. fr. Paris, P.U.F., 1987 (ed. orig. 1981), p. 103 s.; R. LANE FOX, Pagani e cristiani, trad. it. Roma-Bari, Laterza, 1991 (ed. orig. 1986), pp. 134 ss., 157 ss.; A.A. DONOHUE, Xoana and the Origins of Greek Sculpture, Atlanta, Scholars Press, 1988 (American Classical Studies, 15), pp. 40- 43, 58 s., 77 s., 115, 139; D. FREEDBERG, The Power of Images. Studies in the History and Theory of Response, Chicago-London, The University of Chicago Press, 1989, pp. 27 ss., 82 ss. (trad. it. Il potere delle immagini. Il mondo delle figure: reazioni e emozioni del pubblico, Torino, Einaudi, 1993, pp. 48 ss., 130 ss.); l’ottima antologia Racconti di immagini. Trentotto capitoli sui poteri della rappresentazione nel Medioevo occidentale, a cura di E. BURGIO, Alessandria, Edizioni del- l’Orso, 2001, pp. 211ss., raccoglie molto materiale mediolatino e galloromanzo; sulle testimonianze costantinopolitane rinvio ai notissimi studi di C. MANGO, Antique Statuary and the Byzantine Be- holder, «Dumbarton Oaks Papers», XVII, 1963, pp. 55-75, in part. 59-64 (= ID., Byzantium and its Image. History and Culture of the Byzantine Empire and its Heritage, Aldershot, Ashgate, 1984 [Variorum Reprints, 191], n. V), e di G. DAGRON, Constantinople imaginaire. Études sur le recueil des «Patria», Paris, P.U.F., 1984, pp. 106-115, 128-150 e passim; non più di qualche cenno riserva al tema l’elegante monografia di P. STEWARD, Statues in Roman Society. Representation and Re- sponse, Oxford, Oxford University Press, 2003, pp. 261ss. LUIGI CANETTI «SUXERUNT OLEUM DE FIRMA PETRA» Unzione dei simulacri e immagini miracolose tra Antichità e Medioevo 1. Il 25 marzo 1944, Norman Lewis, un giovane ufficiale inglese di stanza a Napoli durante l’occupazione alleata, con il distacco asettico di un referto me- dico-legale unito all’empatica condiscendenza di un resoconto etnografico, an- notò nel suo diario che ovunque si respira un desiderio spasmodico di miracoli e rimedi taumaturgici. La guerra ha ricacciato i napoletani nel Medioevo. Le chiese si sono improvvisamente riempite di statue che parlano, sanguinano, traspirano, muovono la testa e trasudano liquidi benefici, di cui si impregnano i fazzoletti, o che addirittura si raccolgono in flaconcini, e folle ansiose ed estatiche si radunano in attesa che questi prodigi si com- piano 1 . Estratto da Studi di storia del cristianesimo. Per Alba Maria Orselli, a cura di Luigi Canetti, Martina Caroli, Enrico Morini, Raffaele Savigni, Ravenna, Longo, 2008