INFLUENZA DEL Pb SULLA RESISTENZA ALLA CORROSIONE DEI RIVESTIMENTI OTTENUTI MEDIANTE ZINCATURA A CALDO DISCONTINUA F. Iacoviello 1 , V. Di Cocco 1 , S. Natali 2 1 Di.M.S.A.T., Università di Cassino, Cassino (FR), Italia 2 I.C.M.M.P.M., Università di Roma “La Sapienza”, Italia In questo lavoro è stata analizzata l’influenza del piombo sulle caratteristiche dei rivestimenti di zinco. Sono state prese in considerazione zincature effettuate in bagni con percentuali di piombo pari a 0, 0,2 ed 1%. Le zincature, effettuate su lamierini di acciaio ipersandeling, sono state eseguite in condizioni chimico-fisiche simili a quelle solitamente utilizzate nella pratica industriale. Sui provini zincati sono state effettuate prove di resistenza di polarizzazione in soluzione contenente carbonato di calcio, e prove di flessione che hanno generato rotture parziali del rivestimento protettivo. Le sezioni sottoposte a flessione sono state osservate al microscopio ottico e sono state analizzate le tipologie di danneggiamento delle fasi intermetalliche. Per la tipologia di danneggiamento rappresentata dalla formazione di cricche radiali è stato possibile quantificare il danno e l’influenza della presenza del piombo. INTRODUZIONE La zincatura a caldo è uno dei metodi più utilizzati per la protezione di acciai da molti agenti corrosivi, ed è praticata sia su componenti pronti per essere posti in esercizio, sia su semilavorati da sottoporsi ad elevate deformazioni plastiche. Lo strato di zinco sulla superficie dell’acciaio, consente la protezione dagli ambienti corrosivi sia per effetto barriera, che mediante protezione catodica. Nel processo di zincatura a caldo la preparazione della superficie da zincare svolge un ruolo essenziale nella qualità del rivestimento affinché lo si possa avere omogeneo con assenza di difetti sull’intera superficie. La preparazione consiste nell’eliminare le impurità superficiali (grassi, prodotti di ossidazione, residui di vernici, ecc…) e nel proteggere la superficie dagli agenti corrosivi esterni. Dopo la pulitura superficiale mediante lavaggio e decapaggio, si effettua l’operazione di flussaggio che consiste nell’immergere le superfici da zincare in una soluzione contenente sali di zinco-cloruro e di cloruro di ammonio [1]. La successiva essiccazione permette di ottenere la superficie rivestita di un sottile film di questi sali che, sublimando a contatto con lo zinco ad alta temperatura, genera localmente un’atmosfera di fumi ammoniacali fortemente riducenti. La scelta del flussante e della temperatura di essiccazione influisce anche sulle cinetiche di formazione delle fasi intermetalliche e quindi sulle caratteristiche meccaniche e fisiche dello strato di zinco [2]. Successivamente alle fasi di flussaggio e di essiccazione si ha l’immersione nel bagno di zinco. In questa fase sono molto importanti le velocità di immersione e di estrazione dal bagno, in modo da ridurre al massimo lo stato difettivo del rivestimento (“black spot” o zone del rivestimento con spessore non ottimale. Lo strato zincato è solitamente caratterizzato dalla presenza di quattro fasi principali (figura 1).