SL 51 (2011), x-xx S. SARI L’ufficio lulliano delle Ore Simone SARI Università di Siena simone_sari@yahoo.it La Liturgia delle Ore, nata in ambito monastico, diventò un rito quotidiano già nel XII secolo, e fu adottata da tutti gli ordini religiosi dal XIV secolo (Maggioni 1998, 102-103). Dal XIII secolo iniziò a diffondersi anche al di fuori dei conventi per aggiungere alcune preghiere alla recita settimanale dei salmi. Grandi propulsori della propagazione della Liturgia furono gli ordini mendicanti, in particolare i francescani, che riuscirono a far imporre, dal papa Niccolò III, la loro variante del rito benedettino che prese il nome di Breviario romano. Il breviario, compendiato nel Libro d’Ore, era diventato troppo complesso per la devozione laica, e fu semplificato e organizzato in una forma-base amplificabile, che ebbe un enorme successo soprattutto nel XIV e XV secolo. Il nucleo originale era composto da un salterio e dall’Officium parvum Beatae Mariae Virginis, un ciclo devozionale aggiunto fin dal secolo XI all’Ufficio Divino per lodare la Vergine. A questo si aggiunsero: un calendario, le Ore della passione e le Ore del santo Spirito e, a volte, l’Ufficio dei defunti. Non mancavano poi litanie e preghiere alla Vergine e ai Santi. 1 I Libri d’Ore divennero uno dei testi più diffusi del Medioevo, nella sola Maiorca si potevano trovare 422 esemplari di cui 57 (75 copie) nelle biblioteche del clero e ben 266 (374 copie) nelle mani dei laici, essendo questi ultimi i maggiori committenti (Hillgarth 1991 II, 159). I Libri d’Ore erano concepiti per la devozione privata e spesso erano l’unico libro conservato nelle case private. 1. Il breviario lulliano Le Hores de nostra Dona di Ramon Llull (Bo III.8a) sono un tentativo di sostituire, nella liturgia privata, gli Inni del piccolo Ufficio mariano con un’opera basata sull’Arte. Nell’opera si trovano alcuni accenni alla prassi esecutiva: ogni Ora doveva essere anticipata dalla preghiera A Rebut el 4 de maig de 2010. Acceptat el 20 de novembre de 2010. 1 Per una panoramica più ampia: Leroquais (1927: I-LXXXV); Id., (1943: I-XXVII). Per un esempio catalano, cf. Colón (1960).