- 1 - “Imperia 2013” Villa Finaly, Firenze- 18-19 ottobre 2013 Table ronde: “La science du droit: pourquoi et pour quoi faire?” Manifesto di una scienza giuridica interpretativa* Aldo Schiavello ** 1. Premessa Il tema della scienza giuridica o, ad essere più precisi, della “scientificità” della giurisprudenza (nell’accezione di prudentia o sapientia juris), oltre ad essere un tema classico della riflessione giusfilosofica 1 , ha segnato la nascita della Scuola analitica italiana di filosofia del diritto agli albori degli anni ’50 del secolo scorso, a partire dalla pubblicazione, da parte di Norberto Bobbio, del saggio Scienza del diritto e analisi del linguaggio 2 , un vero e proprio “manifesto programmatico” 3 del nuovo corso giusfilosofico. Le tesi di fondo condivise dagli esponenti di questa Scuola (innanzitutto Bobbio, Scarpelli e Tarello) possono essere efficacemente riassunte prendendo in prestito le parole di Riccardo Guastini: «…il diritto non è altro che un discorso: le norme sono comunicazioni linguistiche prescrittive, ossia enunciati (né veri, né falsi) diretti a modificare la condotta umana. Di conseguenza, la scienza giuridica è […] non una enigmatica scienza “normativa”, ma più semplicemente un’analisi linguistica: appunto, l’analisi del discorso legislativo. Sicché la scienza giuridica viene ridotta […] ad un “discorso sopra un discorso”: un meta-linguaggio descrittivo, il cui linguaggio-oggetto è il discorso prescrittivo del legislatore» 4 . È appena il caso di ricordare che, fatto salvo l’accordo di massima su queste tesi metodologiche e/o metametodologiche, la Scuola analitica italiana si è divisa in molti rivoli, a partire dalla * Draft: si prega di non citare. ** Università degli Studi di Palermo, aldo.schiavello@unipa.it 1 Si veda ad esempio Kirchmann 1964: 3-35. Per una ricostruzione generale delle vicende della scienza giuridica, anche in prospettiva storica, cfr. Samuel 2003. 2 Ora in Bobbio 2011: 1-31. 3 Così Pattaro 1976: 455. 4 Guastini 2011a: XIII. Cfr. anche Troper 2003: 19-52. Un discorso a parte meriterebbe qui Uberto Scarpelli, le cui tesi sulla scienza giuridica risultano sin da subito eterodosse e, secondo me, preveggenti. Cfr. eventualmente Schiavello 2004: 77-89.