1 Espanet Milano 2011 - Innovare il welfare. Percorsi di trasformazioni in Italia e in Europa Sessione n 14: Aprire la ‘scatola nera’: campi e processi decisionali nell’ambito delle politiche sociali Autori: Tatiana Saruis 1 , Leonardo Catena 2 Titolo: Programmare e implementare le politiche sociali: tra discrezionalità istituzionale e discrezionalità operativa 3 Abstract La riorganizzazione del welfare ha visto una redistribuzione di funzioni, compiti e spazi di autonomia decisionale tra livelli istituzionali, organizzazioni ed attori (Kazepov, 2008, 2009). Le soluzioni attuate variano tra i diversi Paesi europei, così come al loro interno (Kazepov, 2010). In Italia, questi processi hanno interessato sia il versante della programmazione delle politiche, sia quello della loro effettiva realizzazione. Qui la combinazione tra le indicazioni normative e le specificità regionali e locali hanno dato vita ad un sistema di welfare territorialmente diversificato. D’altronde, l’assunzione stessa del principio di sussidiarietà e di una prospettiva di governance porta con sé dilemmi irrisolti, che definiscono esiti differenziati, anche potenzialmente divergenti. Da un lato, questi sembrano derivare da un mandato normativo non sempre chiaro, coerente e lineare; dall’altro, sono indice dell’adattamento del sistema complessivo nazionale alla variabilità dei contesti locali, delle loro esigenze e necessità, delle loro capacità di implementazione. Sono numerosi ed interessanti gli interrogativi che sorgono intorno alla possibilità di bilanciare i principi di autonomia ed equità e di contenere gli ‘spazi’ di discrezionalità. Il rischio, infatti, è di sancire dal punto di vista istituzionale i già gravi squilibri sub-nazionali e la diseguaglianza dei cittadini. La sovrapposizione di più livelli di competenza che si suddividono o condividono responsabilità e compiti nello stesso ambito di policy, amplia gli spazi di una discrezionalità che si potrebbe definire ‘istituzionale’. A questa, in un’area di policy in cui l’esigibilità dei diritti appare, per molti versi, ridotta, si combina una spesso rilevante discrezionalità ‘operativa’ (Lipsky, 1980; Evans e Harris, 2004), affidata agli attori preposti alla complessa fase dell’implementazione. In un quadro normativo dai tratti spesso incerti ed indefiniti, sostenuto da risorse spesso contenute, si intrecciano competenze, organizzazioni e professionalità, nell’affrontare bisogni complessi ed in rapida trasformazione. In un mutevole bilanciamento tra specificità ed equità delle prestazioni, flessibilità e garanzia dei servizi, diritti, eccezioni ed emergenze. 1 Tatiana Saruis, Dottoressa di ricerca in Sociologia, Dipartimento di Economia, Società e Politica (DESP) - Università di Urbino ‘Carlo Bo’, Via S.Isaia 75, Bologna, 40123; tel.347.9456503; e-mail: tatiana.saruis@gmail.com 2 Leonardo Catena, Dottore di ricerca in Sociologia, Dipartimento di Economia, Società e Politica (DESP) - Università di Urbino ‘Carlo Bo’, Via Serralta 1, Montecassiano (MC), 62010; tel.333.4767605; e-mail: leonardo.catena@uniurb.it 3 Pur considerando il lavoro congiunto di raccordo e cura dell’omogeneità e della coerenza interna del paper, il paragrafo 2 è da attribuirsi a Leonardo Catena, il paragrafo 3 a Tatiana Saruis.