13 Agricoltori per l’agricoltura Uomini, momenti e capitali nella tarda indu- strializzazione della pianura veronese 1. Nel febbraio 1890, nel pieno di quell’età umbertina in cui si scorgono sempre più ni- tidamente le avvisaglie del lento e tortuoso cammino del paese verso una pur tarda in- dustrializzazione, veniva istituita a Legnago l’Associazione Agraria del Basso Veronese, che negli anni seguenti sarebbe stata l’indi- scussa sostenitrice delle più importanti e du- rature iniziative economiche intraprese nella pianura veronese 1 . Sorta dall’aggregazione degli ormai anacronistici comizi agrari (nei co- muni di Legnago, Cologna Veneta, San Boni- facio, Sanguinetto e Isola della Scala) che a partire dagli anni ’60 dell’Ottocento avevano senza grandi successi tentato di risollevare le sorti agrarie della bassa pianura 2 , l’Associa- zione Agraria costituiva nel concreto l’emana- zione rappresentativa, finanche politica per al- cuni aspetti, di una borghesia agraria che da decenni aveva messo salde radici nel vasto comprensorio caratterizzato par excellence dalla presenza delle Valli Grandi Veronesi da poco definitivamente ‘redente’ 3 . Manca ancora, a dire il vero, una più pre- cisa contestualizzazione storiografica sulle vi- cende, quanto soprattutto sugli uomini che at- traverso l’Associazione Agraria riuscirono ad aggregare capitali, in alcuni casi ingenti, sep- pero intessere reti di aggregazione politica, all’insegna di una progettualità di lungo pe- riodo che rimane per molti aspetti tutta da in- dagare, prima di tutto in relazione alle proficue e indubbiamente durature conseguenze, con- cretamente rintracciabili ben oltre i primi de- cenni del Novecento 4 . Anche ad uno sguardo sommario, il crogiolo delle iniziative promosse direttamente dall’Associazione Agraria e per lo più finanziate in prima persona dai suoi soci, stupisce, come dicevamo, per la concretezza dei risultati, quanto soprattutto per la capa- cità di dispiegare notevoli capitali finanziari, in ANDREA FERRARESE Agricoltori per l’Agricoltura L’industria cooperativa dei superfosfati nella pianura veronese (1908-1945) parte appunto come risultanza delle avvilup- pate reti di patronage con il credito industriale del tempo, in parte però come espressione in controtendenza di uno spazio-economico, ca- ratterizzato dalla capillare presenza del micro credito rurale, e quindi essenzialmente poco dotato di consistenti capitali investibili. Agli esordi incerti tra il 1891 e il 1895 delle due società per la lavorazione del truciolo e del vimini – prodotti ‘naturali’ e abbondantemente presenti tra le plaghe vallive della pianura – in grado di garantire, in particolare, l’occupa- zione stagionale di donne e bambini nei critici anni dell’esodo atlantico di porzioni sempre più consistenti del mondo rurale veronese, se- guirono, nel torno del primo decennio del so- dalizio ben più concrete operazioni industriali. Datava al dicembre 1896 la costituzione della società che di lì a poco avrebbe impiantato alle porte di Legnago, nella vasta area che per se- coli era stata la ‘spianata’ della fortezza vene- ziana, quello zuccherificio che, oltre ad aprire amplissime prospettive di sviluppo agrario per le migliaia di ettari emersi dalla recente boni- fica delle Valli Grandi Veronesi, aveva avuto un sostenitore entusiasta nell’illustre senatore scledense Alessandro Rossi e un finanziatore attento nell’industriale svizzero Emilio Maraini, che da tempo reggeva le sorti e il quasi mono- polio del comparto saccarifero italiano 5 . Si è accennato poco sopra alla dimensione ‘politica’ dell’Associazione Agraria, che indub- biamente si concretizzò nella candidatura e nella successiva elezione di Maraini in quello stesso collegio elettorale legnaghese che nei decenni precedenti aveva visto la perdurante presenza del più noto Marco Minghetti e poi dell’agrario Camillo Mancini 6 . Contigua allo zuccherificio per ubicazione, quasi sua natu- rale prosecuzione per capitali e interessi an- cora una volta coinvolti, la ‘Società Anonima Agricola Veronese’ per la fabbricazione di con- cimi chimici vide invece la luce nel 1901 7 , a conclusione appunto di un decennio intenso,