121 NEUROPSICOANALISI: UN PERCORSO PROCRASTINATO (RISPOSTA AI COMMENTI) CARLO SEMENZA Università di Padova e IRCCS Ospedale S. Camillo, Lido di Venezia I numerosi e dotti commenti suscitati dalla mia breve descrizione del fenomeno «neuropsicoanalisi» meritano una risposta. Ritengo, in primo luogo, di dover esprimere la mia sorpresa per una reazione al di là delle mie aspettative e probabilmente al di là dei meriti dell’argo- mento e dello stesso scritto. Ribadisco quanto confessato nell’articolo: il mio scopo principale era quello di mettere insieme un certo numero di informazioni essenziali, in italiano, cui riferire le numerose persone, studenti e non, che me ne fanno frequente richiesta. Dare il via ad un dibattito di largo respiro negli angusti spazi concessi non mi pareva possibile. Come non mi pare possibile, negli ancora più angusti spazi concessi per la risposta, rispondere ai singoli commentatori nel modo che meriterebbero. Spero che si creino ulteriori opportunità di poter discutere con chiunque di loro, specie con quelli che non conosco già di persona. Colgo solo l’occasione per spiegarmi meglio, soprattutto su punti in cui il mio scritto ha dato adito a qualche incertezza di interpretazione. Anche perché, in qualche caso, mi è chiesto espres- samente di specificare il mio pensiero. Per il resto non ritengo che questa fosse e sia la sede adatta a fornire elementi che possano costi- tuire un avanzamento della neuropsicoanalisi nel senso da me even- tualmente auspicato. Le informazioni che ho tentato di fornire erano nelle mie intenzioni il più neutre possibile, per quanto sia possibile a un osservatore e parte in causa il rimanere neutrale. I punti che vanno chiariti, perché hanno suscitato le reazioni più vivaci, mi sembrano due. Il primo punto riguarda l’oggetto della neu- ropsicoanalisi. Il secondo punto, il ruolo della scienza cognitiva. In ambo i casi io ho detto cose molto semplici, che non implicavano né implicano per nessuno prescrizioni di alcun genere. Cerco di esprimermi sul primo punto con altre parole e sotto forma di domande. Esistono (o si possono ottenere) nozioni accet- tate e considerate dalla maggior parte degli psicoanalisti come facenti parte della teoria psicoanalitica che non sarebbe stato possibile ac- quisire senza l’apporto delle (moderne) neuroscienze? Esistono (o si GIORNALE ITALIANO DI PSICOLOGIA / a. XXXVII, n. 1, marzo 2010