Parole nell'aria. Sincretismi fra musica e altri linguaggi, ETS, Pisa, 2009, a c. di M. P. Pozzato e Lucio Spaziante Andrea Valle Corpofonie macchinali. Note sul “suonare un computer” 1. Note per una fenomenologia a lato enunciationis A partire dagli anni '90 diventa computazionalmente possibile generare un segnale audio in tempo reale attraverso una dotazione hardware che coincide con quella dell'home computing. Si assiste perciò ad un pervasivo utilizzo dal vivo del calcolatore da parte di performers/artisti, di area sperimentale ma anche pop/dance, e al di fuori di contesti, appunto più istituzionalizzati, quali tradizionalmente i concerti di musica elettronica. È il laptop in particolare che si impone come nuovo oggetto di scena, e la sua natura di oggetto unitario e conchiuso ne sottolinea immediatamente la parentela con lo strumento tradizionale. Dunque, “suonare un computer/con un computer”: lo “strumento” in questione ha tuttavia uno statuto peculiare, che sarà al centro delle prossime pagine. Per indagarne le modalità d'uso, vale la pena di iniziare da una fenomenologia a lato enunciationis. Come si vedrà, il problema è insieme testuale e prasseologico. Riguarda cioè specifiche forme di testualità, oggetti che offrono superfici di iscrizione per i testi, a loro volta attori di specifiche situazioni semiotiche (Fontanille, 2004b: 6). Ne emerge una irriducibilità della dimensione prassica a quella testuale (Basso, 2006) che, senza individuare una opposizione, richiede di affiancare ad una teoria testuale dell'enunciazione una teoria prasseologica. Una simile teoria può riconoscere -attraverso i modi di produzione segnica (Eco, 1975; cfr. Valle, 2006)- un ruolo centrale alla corporalità (Fontanille, 2004a). 1.1. Laptop performing Una prima situazione esecutiva può essere rubricata sotto la categoria della “laptop performance”, in cui il performer opera sul laptop attraverso un software tipicamente dotato di un'interfacccia grafica (GUI), che opera come spazio di controllo rispetto al processo esecutivo. La modalità di operazione è qui quella standard dell'interazione uomo-macchina (mouse/tastiera), e come usuale l'interazione fisica con l'oggetto computer è dimenticata in quanto mero supporto/accesso allo spazio débrayato della GUI. Questo débrayage è definito anche rispetto ad una corporalità dell'enunciazione. Nella situazione della laptop performance il corpo è ridotto ad un sistema di puntamento e selezione definito sullo spazio bidimensionale del quadro grafico. I dispositivi di controllo permettono sia l'immissione di valori discreti (dati alfanumerici o pressione di pulsanti) sia continui (rotativi e cursori). Dunque, le variazioni negli oggetti sonori prodotti dal corpo sonoro costituito da quella specifica configurazione del software si manifestano secondo modalità differenti: come impronte di una gestualità iscrittrice (soprattutto nel caso dei controli continui), come repliche rispetto a sistemi di parametri grammaticalizzati (si pensi ad una tastiera che selezioni altezze specifiche) o, in caso di minore prevedibilità, come sintomi/indizi di una soggettività di produzione. 1.2. Dispositivi di controllo gestuali o fisici La limitatezza dell'interazione secondo il modello QWERTY/mouse (l'estrema riduzione della plasticità del corpo, in fortissimo contrasto con il suo splendore nelle performance degli strumentisti virtuosi) ha favorito la diffusione di dispositivi di controllo gestuale. In una prospettiva tecnologica, la catena guadagna un elemento: il controller è una periferica di ingresso al computer. Ma in una prospettiva semiotica, la configurazione enunciazionale varia in