475 Zeitschrift für Kunstgeschichte 76. Band / 2013 Il presente testo si propone di riflettere su un mo- numento centrale della cultura figurativa medie- vale: il mosaico absidale della basilica di Sant’Am- brogio a Milano. La prospettiva di studio scelta si situa nel momento più lontano, ovvero quello dell’elaborazione dell’imago con uno sguardo particolare al suo nocciolo semantico, rappresen- tato dalla triade con il Cristo, Gervasio e Protasio. Vero fulcro dell’intero programma basilicale, questo mosaico è stato certamente concepito come chiave di volta di un progetto largo, cono- sciuto soltanto in parte, e riconducibile probabil- mente alla persona di Ambrogio. Consacrata nel 386, la basilica era stata immaginata come il centro di un culto episcopale. 1 A questa funzione inizi- ale, però, ancora prima della consacrazione, se ne sovrappose una seconda, martiriale. Oltre alle spoglie di Ambrogio, alle quali era destinato, 1 Sible de Blaauw, Il culto di Sant’Ambrogio e l’altare della basilica Ambrosiana a Milano, in: I luoghi del sacro. Il sacro e la città fra Medioevo ed Età moderna, a cura di Fabrizio Ricciardelli, Firenze 2008, 43 – 62, in part. 46; Jean-Michel Spieser, Les fondations d’Am- broise à Milan et la question des martyria, in: Deltion tès Christianikès Archaologikès Etaireias 20, 1998, 29 – 34. Ivan Foletti, Irene Quadri L’immagine e la sua memoria L’abside di Sant’Ambrogio a Milano e quella di San Pietro a Roma nel Medioevo 1. Veduta dell’abside attuale, XIII – XX secolo. Milano, basilica di Sant’Ambrogio