40 Anni dopo l’Undici Settembre Cileno Prof. Peter Mayo, Università di Malta L’11 settembre scorso (2013), molti hanno ricordato il quarantesimo anniversario di quello che viene chiamato in America Latina come “El primer 11 de septiembre” (il primo undici settembre). Si tratta del quarantesimo anniversario del sanguinoso colpo di stato che aprì la porta all’introduzione di quelle riforme neoliberali che hanno spianato la strada alle misure prese a livello globale, dopo l’11/9/1973. Si può dire che l’11/9/2001 è il terzo undici settembre; questo, infatti, segue quello del Cile e, più tardi, quello simile in Turchia del 1980, anche se quest’ ultimo golpe, allestito ed effettuato con lo stesso scopo di introdurre una politica economica e sociale neoliberale, avvenne il giorno dopo l’11, vale a dire il 12 settembre. L’offensiva sul palazzo presidenziale (La Moneda) a Santiago del Cile del Martedì 11 Settembre del 1973 pose la fine ad una delle tradizioni democratiche più lunghe della regione. Aprì la strada alle politiche (intese come “policies”) e linee guida concepite e sviluppate dai cosiddetti “Chicago boys”, economisti cileni seguaci di Milton Friedman. E tutto questo all’insegna di uno spietato regno di terrore fascista – un regno che portò all’esecuzione di migliaia di persone che si dichiararono o furono semplicemente sospettate di essere di sinistra. Fra questi c’era Victor Jara [1], il maggior esponente della nueva canción, un tipo di canzone folk che suscitava un atteggiamento prettamente di sinistra verso la vita. Forse ha avuto il maggior riscontro, dentro e fuori dal paese, durante il governo capeggiato dal socialista Salvador Allende, la vittima di maggior rilievo del golpe progettato ed effettuato dal suo capo dell’esercito, il Generale Augusto Pinochet, con il pieno appoggio della CIA e di qualche azienda multinazionale. La allora celebre vita di Jara, l’altra vittima illustre, è stata stroncata in un impianto sportivo che più tardi prese il suo nome. Un processo un po’ tardivo, riguardante la sua morte, è iniziato quest’anno. Il 28 Dicembre scorso, il Giudice Miguel Vazquez accusò Pedro Barrientos Nunez (che vive negli USA), un ex tenente, e Hugo Sanchez, un ex colonnello, di coinvolgimento nell’omicidio di Jara. C’è pressione sul governo USA, sopratutto da parte della vedova, Joan Jara Turner, inglese di nascita e grande combattente per la democratizzazione del Cile, per l’estradizione di Barientos.[2] Lo stadio nazionale del calcio, dove si giocò la finale Mondiale del 1962, vinta dal Brasile di Garrincha e Amarildo, e dove, poco dopo il golpe, si doveva disputare la partita di qualificazione per il Mondiale della Germania Ovest 1974 fra il Cile e l’URSS, improvvisamente diventò un campo di concentramento. Lì molte persone furono interrogate, torturate o minacciate di morte con un colpo di pistola. L’URSS (si paralava allora di presunte ottimi rapporti fra l’URSS e il governo deposto di Allende) rifiutò di mandare la sua nazionale di calcio a giocare la partita di ritorno (la partita d’andata a