Cosa significa: “rivoluzione”? Althusser e Gramsci. Il lavoro teorico tratta materiali speculativi. Non sono dati a priori, sono effetti a loro volta prodotto di produzione. Filiere d’applicazione eidetica torniscono bramme noetiche, semilavorati cognitivi di molteplici operazioni che funzionano da componenti eidetiche preparatorie. Dotati di staffe, si agganciano, uniti da tenditori logici che ne fanno un apparecchio conoscente. Una teoria è identificata dalle manipolazioni di semilavorati cognitivi grezzi, dalle applicazioni che eseguono le condizioni operative stabilite, prescrittivamente, da una determinata fabbrica conoscitiva in funzione. Le idee sono laminati noematici. Circolano in catene ramificate di permanente trattamento epistemico. Una teoria è produzione significante in atto, concatenamento di relazioni di significato montato passaggio dopo passaggio per l’azione di apparecchiature apprensive messe al lavoro in processi d’inserzione categoriale: procedure metodologiche, regolazioni logiche, “oggetti” – dati sensoriali, nozioni astratte presistenti, contenuti empirici ibridi più o meno elaborati – . Una frase teorica è il risultato fisico di un trattamento produttivo del concetto, pesante della fatica delle bobine e pulegge sintagmatiche che ne montano le parti. Un’espressione eidetica è tutto meno che il getto lubrico del cervello di un singolo: è l’esito di una fabbricazione che si afferma nell’attuale, necessaria ed assoluta coincidenza tra il già– pensato in trasformazione e il da–pensare estratto da variazioni lavorate. Questa dislocazione attiva del piano di produzione del concetto incrocia nuovi segmenti esterni d’elaborazione ideativa, che s’inseriscono quindi negli apparecchi in assemblaggio. Il rullo formatosi espelle altri pezzi che realizzano ancora costrutti meccanici alimentando un movimento conoscitivo biforcato e complesso. Una teoria è una costellazione formale dinamica posta dall’impulso di molteplici movimentazioni ideali in rapporto d’interazione. Mentre mettono in moto le loro procedure oggettivanti, gli enunciati teorematici immettono e ricevono spinte cinetiche efficaci in costante connessione con segmenti cognitivi contigui anch’essi attivi. Il diramarsi delle reazioni può subire operazioni di bloccaggio. Le proliferazioni macchiniche dei dispositivi teoretici possono essere soggette ad un’azione di riduzione. Un’Idea può sussume e sottendere lo spazio del pensabile nella sua interezza, concentrando uno spazio assiomatico univoco: un sistema assertivo che riporti ad “Uno” tutta l’articolazione agente del campo teorico interrompendone la produttività. La speculazione filosofica è grandemente esposta al rischio di tale momento patologico. Un “nemico” interno, un “persecutore immanente” la tormenta e l’ossessiona: la Ragione, figura preminente che ripete coattivamente contenuti normalizzanti. La Ragione occupa forzosamente il terreno del concetto con enunciati originari comprensivi e proposizioni destinali. La Ragione diviene Spirito: verifica il reale e lo esplica con la propria struttura speculativa, che assurge a principio di fondazione. le potenzialità significanti delle componenti epistemiche sono circoscritte alla sola relazione d’analogia. Il pensiero, sua espressione oggettivante, assorbe il significato, irregimentato nella figura dell’allegoria. L’idea s’impone come principio e modello. La categoria di “Essere” si erge a contenuto primitivo ed eminente, i nessi oggettivi ne rappresentano gli sviluppi e la logica, i connettivi interni ordinati secondo richiami referenziali obbligati. Il conflitto tra disciplinamento gerarchico e spinta costruttiva detta l’intera vicenda del pensiero teoretico. Guardando alla sua storia, la filosofia ha lavorato più reattivamente che in modo affermativo. Di fronte agli impulsi più disparati – tra cui quelli provenienti da altri domini, l’arte per esempio, o la scienza - , che l’investivano sollecitando accoppiamenti inauditi, di fronte a spinte, al limite incontrollabili, verso il cambiamento, la speculazione ha messo in campo difese conservative accanite. La resistenza nevrotica ad ibridarsi e mutare é stata agita costituendo figure prescrittive di determinazione logico-ontologica: delle idealità