1 An einer Stange hängende Gefässe. Nota su un motivo sfragistico P. Militello Il tema dei “vasi appesi ad un bastone” ( “an einer Stange hängende Gefässe” nella descrizione del Corpus der minoischen und mykenischen Siegel) 1 , è un motivo della sfragistica minoica la cui interpretazione ha posto non pochi problemi agli studiosi, problemi che esprimono bene le difficoltà poste dall’approccio iconografico ad una cultura distante nel tempo e nello spazio. In questa sede vogliamo presentare alcune osservazioni soprattutto metodologiche che possano aiutare a gettare luce sulla sua interpretazione. 1. «Vasi appesi ad un bastone». Il motivo in esame consta della associazione di due elementi base: degli oggetti ovoidali, più o meno irregolari (A. motif 111: string vessels), disposti lungo una striscia o asta (A. motif 113 pole), a cui possono essere collegati da uno o più trattini (fig. 1). Il corpus degli esempi su sigilli prismatici, dopo la recensione di Anastasiadou, ammonta a 88 esemplari su 80 sigilli, tutti prismatici 2 . Nella maggior parte di essi (62 esemplari) la “asta” è generalmente una semplice striscia, anche se in un paio di casi essa presenta un becco o uno spuntone ad una delle estremità. Gli oggetti, a loro volta, hanno un profilo variabile da una forma circolare o ovoidale, ad una più triangolare, a volte decisamente appuntita, in altri casi arrotondata o appiattita in basso. In 5 scene uno o due dei vasi presentano dei beccucci sporgenti in basso o lateralmente in alto. Number of discs Number of samples 1 3 2 4 3 22 4 27 5 6 Number of “strings” Number of samples 0 3 1 5 2 46 3 6 Un gruppo più ristretto di18 sigilli, invece, presenta una forma più elaborata dell’asta 3 che può avere una sporgenza alla estremità, al centro o su entrambi i lati (A. motif 152, 153, 151 “Gamma bar, T-Bar, Horn-Bar) (fig. . In altri casi essa è dentata o frangiata su un lato (fig. 2), in due esemplari costituita da un motivo a pioli (Ladder motif) che potrebbe volere riprodurre forse due barre legate tra di loro (fig. 3). Anche la forma dell’oggetto si trasforma, assumendo una profilo campaniforme (A. 46c e 421a) o a sacco (A. 495c, 416a). Nel primo gruppo, tre sigilli (A. 472 = CMS VI 66; A.579a = CMS XI 298; A. 490 = CMS VI 60a) portano su una faccia una doppia raffigurazione del motivo; in tutti gli altri invece il motivo appare da solo o accompagnato da una figura maschile stante (es. CMS III, 158, 173). In quest’ultimo caso il motivo composto è parallelo alla figura umana ad eccezione di 3 esemplari in 1 Durante la stesura del testo è stato pubblicato il volume di Maria Anastasiadou (2011). La dettagliata analisi di tutti i sigilli prismatici ha ovviamente aumentato enormemente il corpus del materiale ed anche quello dei confronti. Poiché il mio approccio è principalmente metodologico, ho scelto di mantenere la struttura originaria della relazione al convegno, integrandola con i nuovi dati ed adattando la terminologia. La lettera A. indica la numerazione dei motivi o dei sigilli secondo questo volume. Un sentito ringraziamento va alla dott. Anastasiadou ed al prof. Ingo Pini per avermi fornito copia del volume ed avere discusso con me alcune delle idee espresse in questo articolo. 2 Di questi solo la metà era stata precedentemente riconosciuta. Burke 1997, pp. 413-424 (specialmente p. 421); Burke 2010, pp. 44-47; Militello 2011. 3 Anastasiadou 2011, p. 780, plate 109 A (gruppo I) B-G (gruppo II).