1029 L’immagine del Cilento dalle mappe aragonesi al Grand Tour. Monumenti versus territorio? Tommaso Carrafiello Storico dell’architettura e dell’urbanistica, Italia Resumen A partir de los sorprendentes mapas Aragonés – desarrollados también con la presencia de Giovanni Gioviano Pontano – este trabajo se propone analizar cómo ha evolucionado la representación de los principales monumentos de Cilento, y la relación con el de territorio circundante. El objetivo final es comprender cómo el conocimiento actual de este "paisaje cultural" interactúa y, tal vez, puede ayudar a enriquecer la evaluación de la UNESCO de 1998. Summary Starting from the surprising aragonese maps – developed also with the attendance of Giovanni Gioviano Pontano – this paper wants to analyze how has evolved the representation of the main monuments of Cilento, and the relationship with the one of surrounding territory. The final target is to understand how the current cognition of this “cultural landscape” interacts and, maybe, can help to enrich the UNESCO evaluation of 1998. Iconografia del Cilento come «paesaggio culturale» Il toponimo «Cilento» inizia comparire intorno all’anno mille in alcuni documenti della Badia di Cava de’ Tirreni, per indicare i possedimenti dei benedettini siti ‘al di qua’ del fiume Alento (Cis Alentum) 1 . Soltanto con la Repubblica Partenopea (sec. XIX) questo appellativo inizia ad indicare un’area molto più vasta estesa fino a Sa- pri, comprendente i circondari del distretto di Vallo della Lucania, e delimitata dalla rete idrografica del Sele-Tanagro, dal Golfo di Policastro, dal Vallo di Diano e dallo stesso mar Tirreno. Ai nostri giorni per Cilento si suole intendere gran parte del ter- ritorio meridionale della provincia di Salerno che, a sua volta, può essere ripartito in «alto» e «basso» Cilento, separati dallo stesso Alento e gravitanti rispettivamente in- torno ai monti Stella e Gelbison. Questa vasta regione ricade quasi integralmente nel Parco del Cilento e Vallo di Diano 2 , che si estende su una superficie di circa 180.000 ettari comprendenti un am- 1 Del Buono (1983), p. 14. Secondo altre fonti l’appellativo «Cilento» si riferirebbe ad un insediamento monastico greco bizantino situato sul monte Stella e risalente al periodo della lotta iconoclasta, intorno al quale, successivamente, sarebbe sorto un piccolo centro abitato con lo stesso nome. In particolare un do- cumento del 1072 appartenente al Codex Diplomaticus Cavensis riferisce di un actus Cilenti quale centro amministrativo limitato dal mar Tirreno (sud), dal fiume Solofrone (ovest) e dal fiume Alento (est) (Botti; D’Ambrosio (2002), pp. 10-11). 2 Istituito con la Legge quadro sulle aree protette del 6 dicembre 1991, n. 394. Paisaje cultural urbano e identitad territorial 2° Coloquio Internacional RIGPAC, Florencia 2012 ISBN978-88-548-4841-2 DOI10.4399/978885484841283 pag. 1029–1043 (Julio 2012)