12. Monographie Arte Luca Di Gregorio passione di Freud per l’arte e la letteratura, che ci moti- va il suo interesse nel colle- zionare oggetti d’arte, sia mo strare il gran de amore che nutriva verso l’archeo- logia, l’antichità e le culture classiche, che ci giustifica la scelta di collezionare esclusi- vamente opere d’arte antica. Freud era certamente un medico viennese che si era formato ed aveva iniziato ad esercitare la sua professione nella seconda metà dell’Ot- tocento, mentre imperversa- va la cultura positivista, ma era anche profondamente immerso nella cultura uma- nistica. Dentro di lui convi- vevano, non sempre armo- niosamente, due anime: quella dello scienziato e quella dell’umanista. Sebbe- ne Freud si sia laureato alla facoltà di medicina, avesse scritto testi fondamentali di neurologia, avesse una par- ticolare predisposizione per l’osservazione dei fenomeni e nutrisse una profonda am - mirazione nei confronti di Charles Darwin, il contribu- to della cultura umanistica costituirà l’humus assai fer- tile dal quale la “creatura freudiana” nasce e dal quale sarà sempre alimentata, fin tanto che la psicoanalisi può essere vista come «un vero e proprio prodotto dell’uma- nesimo classico» 2 . Infatti queste passioni per l’arte e la classicità - anche se ridut- tivo è definirle tali - non ri - marranno mai confinate nella sfera della vita privata, non saranno mai dei sempli- ci passatempi, seppur erudi- ti, per spezzare la routine di medico borghese. Vita per- sonale e vita professionale in Freud sono due aspetti che si alimentano, si compene- trano e si arricchiscono a vi - cenda. La sua collezione d’arte an - tica ce lo dimostra: quegli oggetti non solo contribui- scono allo sviluppo della teo- ria psicoanalitica, venendo utilizzati in quella che viene definita la metafora archeo- logica, ma entrano addirit- tura nella prassi quotidiana del lavoro con i pazienti. I suoi più illustri biografi, Jones 3 e Gay 4 , ci raccontano di un Freud avido lettore, che fin da adolescente tra- scorreva la maggior parte del suo tempo tra le pagine di Schiller, Rabelais, Goe- the, Cervantes, Shakespeare e soprattutto dei tragici gre - ci, cercando in questi autori validi maestri. La scelta di iscriversi alla facoltà di me- dicina fu dunque tutt’altro che scontata, considerato poi che il padre Jacob gli avesse concesso estrema li- bertà nella scelta della pro- fessione, nonostante la con- dizione economica non così agiata della famiglia. Ci fu- Freud collezionista di arte antica di Luca Di Gregorio «Ho fatto molti sacrifici per la mia raccol- ta di antichità greche, romane ed egiziane, e in realtà ho letto più di archeologia che di psicologia» (Sigmund Freud) Sigmund Freud fu un acca- nito collezionista di arte an - tica per oltre quarant’anni della sua esistenza e questo, per sua stessa ammissione, fu un «vizio che per intensi- tà era secondo solo a quello del fumo» 1 , anche se è forse un aspetto poco conosciuto ed insolito della biografia del padre della psicoanalisi. Com’è nato dunque il desi- derio di diventare un colle- zionista e che cosa lo ha spinto a collezionare, per quasi metà della sua vita, una particolare tipologia di oggetti artistici? Per rispondere a queste do - mande sarà necessario sof- fermarci sia sulla grande