I domini de Prata e la loro signoria nei secoli XII e XIII tra Ezzelini e Patriarchi Luigi Zanin La storiografia relativa agli studi sull’origine della famiglia dei dòmini de Prata ha avuto il suo apice tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900 in relazione soprattutto ad una stagione particolarmente ricca di studi e di ricerche per la storia del Friuli. Uno dei momenti salienti è proprio la “Memoria” che fu presentata ai soci dell’Accademia di Lettere Scienze ed Arti di Udine da Ernesto Degani nel 1890 1 . La notizia interveniva in un momento di particolare interesse per lo studio sulla signoria pratese: anni fecondi in cui ci si avviava alla sistematica scoperta dei fondi documentari del patrimonio archivistico veneto e friulano che - per rimanere su Prata - vide il primo basilare contributo di inquadramento operato da Federico Stefani, archivista a Venezia, con la pubblicazione della sintesi su Guecelletto da Prata e [del]l'origine de’ principi e conti di Porcia e Brugnera (1876) 2 , seguita dal citato lavoro del Degani su Guecello II che intendeva prolungare idealmente le ricerche sulla Casa fino al 1260, cioè al fallimento del progetto di restauratio imperii degli Svevi. Di pochi anni a seguire è la prima silloge documentaria ad opera di Enea Saverio di Porcia degli Obizzi (I primi da Prata e Porcia, del 1904) 3 , che rappresenta in quel frangente un lavoro particolarmente innovativo per l’attenzione con cui i da Prata sono inseriti nell’ampio contesto storico del Veneto dei comuni. Una stagione dunque breve ma molto intensa, destinata per altro chiudersi senza trovare studiosi interessati a proseguire con la necessaria sistematica, e, vorremmo anche aggiungere, con la necessaria emancipazione rispetto agli schemi della successiva storiografia regionale. Ci si inoltra così, dopo una serie di contributi storiograficamente rilevanti di Antonio de Pellegrini concernenti soprattutto la famiglia di Porcia e Brugnera 4 , nella selva degli articoli con tagli per lo più localistici ma privi del necessario metodo e delle priorità storiografiche. Una raccolta di notizie sulla famiglia viene a lungo perseguita e poi pubblicata da Giovanni Pujatti: Prata Medievale e Annali di Prata edita nel 1934 e nel 1964 5 . Un rinnovato impulso agli studi medievistici sulla famiglia, che segna finalmente la scoperta della sua influenza territoriale e della stessa proiezione interregionale, si ritrova solo alla fine degli anni Novanta del secolo scorso. Va ricordato a questo proposito il fondamentale strumento bibliografico ed archivistico sul repertorio documentale della famiglia da Prata-Porcia redatto nel 1990 da Sergio Bigatton, ai margini della riedizione di uno studio del Pellegrini sul castello di Porcia 6 . Quindi le sistematiche ricerche di Piercarlo Begotti a cui si deve il riposizionamento di queste tematiche all’interno dei grandi filoni della ricerca storico giuridica: la signoria rurale (la cui teoria viene messa a punto da Violante, Dilcher e Amleto Spicciani in quegli anni), e la critica al quadro di riferimento feudale (Giovanni Tabacco); cosa non facile da fare soprattutto in Friuli per la grande influenza che ebbero qui gli studi sulle relazioni vassallatico beneficiarie operate da Carlo Guido Mor 7 . 1 E. DEGANI, Guecello II da Prata (sec. XIII), in Atti dell’Accademia Udine, II vol. IX (1890-93). 2 F. STEFANI, Guecelletto da Prata e l'origine de’ principi e conti di Porcia e Brugnera, Venezia Tip. Naratowicli 1876. 3 E. S. DI PORCIA DEGLI OBIZZI, I primi da Prata e Porcia, Udine, Tipografia del Bianco, 1904. 4 La ricerca del prof. De Pellegrini fu indirizzata principalmente all’epoca moderna e alle testimonianze delle incursioni turchesche (a partire però dall’ultimo quarto del Quattrocento); con riferimento al pieno medioevo si v. tuttavia A. DE PELLEGRINI, Documenti di jus servile, Prata s.n., 1908; ID., Cenni storici sul castello di Porcia, Pordenone, Arti Grafiche, 1925. 5 G. PUIATTI, Prata medievale, ?-1429, Sacile, Tip. Ed. Bellavitis 1928 e ID., Annali di Prata, Pordenone, Tip. F.lli Cosarini, 1964. 6 Il contributo di S. BIGATTON, è pubblicato al margine della riedizione di A. DE PELLEGRINI, Cenni storici sul castello di Porcia, Pordenone, Grafiche Editoriali Artistiche, 1990. 7 Nell’impossibilità di racchiudere in nota una sintesi delle ricerche sulla signoria territoriale, si rinvia almeno al punto storiografico delineato nel corso dei tre convegni di Pisa realizzati a cura dell’Istituto storico italiano per il medioevo: Formazione e strutture dei ceti dominanti nel medioevo: marchesi conti e visconti nel regno italico (secc. IX-XII), Roma, Tip. Pliniana, 1988 (I), 1996 (II), 2003 (III) e all’articolo molto vecchio ma ancora valido di G. TABACCO, Ordinamento pubblico e sviluppo signorile nei secoli centrali del medioevo , in “Bulletino dell’Istituto storico italiano per il medioevo”, 76 (1968), pp. 37-51.. La più recente sintesi degli studi di Piercarlo Begotti sulla famiglia da Prata in