L’innocenza del potere. Una riflessione su “Petrolio” MASSIMILIANO NICOLI Da “Scritti corsari” a “Petrolio” Nell’ultima parte di Scritti corsari, nella sezione “Documenti e al- legati”, Pasolini include la trascrizione, realizzata dalla redazione di “Rinascita”, di un suo intervento alla Festa dell’Unità di Mila- no, nell’estate del 1974. Il testo, “ripetitivo e ostinato” secondo Pasolini stesso, è pubblicato con il titolo Il genocidio. 1 In quella occasione, Pasolini prende la parola dopo Giorgio Napolitano, ed esordisce ammettendo subito la tonalità “molto più pessimi- stica, più acremente e dolorosamente critica” delle sue tesi ri- spetto a quelle di chi lo ha preceduto. Inoltre premette che, do- vendo trattare una materia non letteraria, ed essendo egli, per “disgrazia o fortuna”, un letterato, il suo discorso potrà incappa- re in imprecisioni e incertezze terminologiche, tanto più in quan- to frutto di un’esperienza – dice – quasi esistenziale più che poli- tica o di professionismo della parola. Dunque, la premessa del suo intervento consiste, oltre che in una dichiarazione di doloro- so pessimismo critico, nell’ammissione della propria difficoltà nel trattare un tema che, in quella sede, richiederebbe un codice espressivo non letterario, ma – possiamo supporre – sociologico- politico. Il tema in questione, infatti, è quello del genocidio, cioè la soppressione di larghe zone della società italiana attraverso un processo di distruzione e di sostituzione di valori, l’assimilazione degli strati sociali proletari e sottoproletari “al modo e alla qua- aut aut, 345, 2010, 99-115 99 1. P.P. Pasolini, Scritti corsari, Garzanti, Milano 2008, pp. 226-231. Aut Aut 345 22-03-2010 11:24 Pagina 99