La procedura per il riconoscimento della protezione internazionale: problematiche e spunti di riflessione sul ruolo delle Commissioni territoriali ANTONIO DAVOLA 1. Il caso Il sig. A.K. 1 è un cittadino togolese di religione islamica nato e cresciuto ad Accra, in Ghana, da madre ghanese e padre togolese (dal quale ha acquisito la cittadinanza). A.K., rimasto orfano di padre in giovane età, si mantiene lavorando insieme alla madre in una fabbrica di saponette: non essendo tut- tavia esperto nel mestiere, causa inavvertitamente l’incendio della fabbrica e delle piantagioni di cacao vicine, durante il quale muore sua madre. Ri- cercato dalle autorità locali ghanesi perché ritenuto responsabile del rogo, decide nel 2008 di recarsi in Togo presso la famiglia paterna nella speranza di trovare sostegno economico e rifugio. Il nucleo familiare si dimostra tuttavia disposto ad aiutarlo solo a condi- zione che egli si converta all’animismo, principale religione togolese. A.K. è consapevole delle conseguenze che la sua mancata conversione potreb- be comportare: suo padre era infatti dovuto fuggire dal Togo recandosi in Ghana proprio in seguito ai rituali di magia nera e alle torture che era stato costretto a subire ad opera della propria famiglia, a causa della scelta di convertirsi all’islamismo. In seguito al suo rifiuto di convertirsi, e per timore di subire la stessa sorte del padre, A.K. è quindi costretto a fuggire dal Togo e, attraversando il Burkina Faso e il Niger, raggiunge la Libia dove trova un lavoro a Tripoli come tuttofare alle dipendenze di un ufficiale di polizia. Allo scoppiare della guerra civile libica A.K. decide di lasciare il paese e, non potendo tornare in Togo per timore delle stesse persecuzioni reli- giose, si imbarca per l’Italia in data 3 aprile 2011, attraversando la frontiera di Lampedusa il giorno 5 maggio 2011. Il sig. A.K. viene dunque ospitato presso il Centro polifunzionale di Borgo Mezzanone (FG) e durante la per- manenza presenta formale istanza di protezione internazionale; viene poi trasferito presso il Centro di Ospitalità Notturna Le Querce di Mamre, nel comune di Santa Croce sull’Arno (PI) 2 . 1 Le generalità del richiedente asilo sono state omesse per opportune ragioni di riservatezza. 2 In tale Centro è stata svolta l’intervista da cui è stato tratto il presente contributo: si coglie l’occasione per esprimere un ringraziamento nei confronti dei responsabili del Centro per la disponibilità dimostrata e l’aiuto fornito nella realizzazione di questo lavoro.