161 DIALETTALISMI E IPERCARATTERIZZAZIONE NEL CONTRASTO DI CIELO D’ALCAMO* Il Contrasto di Cielo d’Alcamo si caratterizza per l’utilizzazione ironica e parodistica di moduli e stilemi della lirica cortese, e riflette da vicino parti- colarità dialettali e volgarismi assenti nella coeva produzione poetica federi- ciana. Contini, sottolineando il divario stilistico tra questo testo e la restante produzione della Scuola, formulò a tale proposito un giudizio rimasto so- stanzialmente valido: « […] Il dualismo linguistico che il Contrasto rivela in confronto al siciliano illustre, ossia la compresenza di forme normali (quale este ‘è’) e di forme eccezionali (quale nn per nd), s’inquadra, come ha lumi- nosamente indicato il Monteverdi, nel dualismo stilistico di modi curiali e di modi realistici e parla per un’intenzione parodistica e, per dir cosi, con- trappuntistica dell’autore ». 1 Anche se buona parte della critica è concorde nel riconoscere la siciliani- tà di fondo del componimento, 2 un intenso dibattito, in verità mai spentosi * Il presente contributo si inquadra nell’àmbito del Progetto PRIN 2008 (Contatto tra varie- tà e mutamento nella diacronia linguistica del Mediterraneo nord-orientale). Una versione preliminare è stata presentata nella sessione “poster” dell’Italian Dialectal Meeting (Leiden, 24-26 maggio 2012). Quando non diversamente specificato, il Contrasto è citato secondo l’edizione di Mar- gherita Spampinato Beretta, Cielo d’Alcamo, in I Poeti della Scuola Siciliana, vol. ii. Poeti della Corte di Federico II, ed. critica con commento diretta da Costanzo Di Girolamo, Milano, Mon- dadori, 2008, pp. 513-56. Ringrazio Paolo Canettieri, Rosario Coluccia, Costanzo Di Girola- mo. Mia resta la responsabilità di quanto è qui scritto. 1. Gianfranco Contini, Poesia italiana del Duecento, 2 voll., Milano-Napoli, Ricciardi, vol. i p. 175. Una simile considerazione è espressa da Francesco Sabatini, Prospettive sul parlato nella storia linguistica italiana (con una lettura dell’Epistola napoletana del Boccaccio), in Italia linguistica: idee, storia, strutture, a cura di Federico Albano Leoni et alii, Bologna, Il Mulino, 1983, pp. 167-201; poi, con correzioni e integrazioni dell’autore, in Id., Italia linguistica delle origini. Saggi editi dal 1956 al 1996, raccolti da Vittorio Coletti et alii, 2 voll., Lecce, Argo, 1996, vol. ii pp. 425-466), il quale osser- va come il Contrasto sia « impostato sulla “diglossia” tra volgare illustre e parlata popolana dello stesso ambiente » (p. 432). 2. Cosi, tra gli altri, Antonino Pagliaro, Il Contrasto di Cielo d’Alcamo, in Id., Saggi di critica se- mantica, Messina-Firenze, D’Anna, 1953, pp. 229-79; Id., Il Contrasto di Cielo d’Alcamo, in Id., Poesia giullaresca e poesia popolare, Bari, Laterza, 1958, pp. 195-232; Palma M. Letizia Rizzo, Ele- menti francesi nella lingua dei poeti siciliani della “Magna Curia”, « Bollettino del Centro di Studi fi- lologici e linguistici siciliani » [d’ora in avanti: « BCSFLS »], i 1953, pp. 115-29; Ead., Elementi francesi nella lingua dei poeti siciliani della “Magna Curia” (continuazione), « BCSFLS » ii 1954, pp. 93-149; Giuliano Bonfante, Ancora la lingua e il nome di Cielo d’Àlcamo, « La Rassegna della Let- teratura italiana », ii 1955, pp. 259-70; Contini, Poesia italiana del Duecento, cit., vol. i p. 175: « la tesi del fondo siciliano si può dunque tenere per ferma, pur restando probabile una mediazio-