LE INTUIZIONI DEI GRAMMATICI ANTICHI NELLE ANALISI DEI LINGUISTI MODERNI: IL CASO DELL’AGGETTIVO ROSSELLA IOVINO 1. INTRODUZIONE L’interesse nei confronti della classificazione delle parti del discorso, che risale fino all’antichità, nella linguistica moderna si è concentrato (anche) sulla questione della loro universalità. In questo lavoro ci si soffer- merà sulle problematiche che l’aggettivo solleva da questo punto di vista, e si vedrà come molte intuizioni dei grammatici antichi relative alla natura della classe di parole ‘aggettivo’ anticipino le riflessioni sviluppate dai lin- guisti moderni in quadri teorici diversi (§2). In particolare, ci si soffermerà sul trattamento dell’aggettivo negli studi filosofici e retorici greci (§3.1) e grammaticali latini (§3.2). 2. L’AGGETTIVO IN PROSPETTIVA TIPOLOGICA Il lessico è organizzato in diversi elementi omogenei, ben individuabi- li e definibili in termini di ‘classi di parole’. 1 Questo concetto si rivela tut- tavia piuttosto problematico ed è stato affrontato da molti autori in quadri teorici diversi. Secondo Croft (1991) una classe coincide con un insieme di parole che può essere individuata in base a criteri “language internal”, di tipo morfosintattico, che individuano all’interno di una lingua gli elementi appartenenti alla medesima classe, oppure “language external”, di tipo semantico-funzionale e pragmatico, validi a livello interlinguistico. Secondo Dixon (2004) una classe di parole può essere riconosciuta per lo più in base ai tratti semantici che accomunano i suoi membri, indipendentemente dalla realizzazione sintattica di essi. Nel caso degli aggettivi, una volta individua- ta la loro realizzazione grammaticale, che può essere anche molto variabile 1. Il concetto di ‘classe di parole’ è noto in letteratura anche con altre definizioni, come ‘classe o categoria lessicale’, ‘categoria grammaticale’, ‘categoria sintattica’. Per un’in- troduzione cfr. Ježek (2005) e bibliografia ivi citata. Iovino_Layout 1 04/04/14 12.24 Pagina 1