Geomorfologia dell’Alto Adriatico: il contributo della missione oceanografiaSomRISA09 Sandro Rossato* *XXIV Ciclo ABSTRACT Oceanographic surveys are an important tool in the investigation of quaternary deposits and morphologies located on sea floors. Their importance and potentialities in geomorphologic applications are here discussed in details, taking as example the SomRISA09 survey (North Adriatic Sea, 28/04/2009 07/05/2009). During this survey, University of Padua and CNR-ISMAR worked together to realize the DEM of the north-Adriatic sea and to connect it to DTM of the Venetian plain, created by the Department of Geography (University of Padua). Thanks to this DEM it was possible to appreciate the good preservations status of the LGM deposits. Together with this project, the CNR-ISMAR runned some other analyses; the involved instrumentation is here described, pointing out their potentialities and limits. 1. Introduzione Le campagne oceanografiche costituiscono lo strumento per eccellenza per le indagini marine, sia dal punto di vista della raccolta dati di tipo naturalistico, sia per quanto attiene quelli concernenti le acque, loro componenti chimici e organici, sia per le caratteristiche del fondo marino. Numerosi sono gli elementi utili alla geomorfologia che si possono acquisire durante questo tipo di missioni di ricerca. E’ possibile, infatti, ottenere dati riguardanti la morfologia del fondo, la tipologia dei sedimenti depositatasi, la geometria dei corpi sedimentari, superficiali e sepolti. Queste operazioni sono tanto più semplici da realizzare quanto meno ampia è la distanza che separa la chiglia della nave dal fondo marino. Ottimale, quindi, è la situazione che si presenta nell’alto Adriatico, dove la profondità varia da 0 a 60 m in uno spazio di circa 170 km. Il presente articolo è il risultato delle ricerche da me condotte a seguito della mia prima esperienza di campagna oceanografica, avvenuta a bordo della nave oceanografa Urania, in forza al CNR, nel periodo 28 aprile - 7 maggio 2009. L’obiettivo consiste nel presentare le varie tipologie di analisi compibili nel corso di una missione oceanografica e le potenzialità di questa particolare tecnica di indagine. Nel paragrafo 4 vengono inoltre riportati alcuni dati preliminari ottenuti e pubblicati da alcuni ricercatori coinvolti nella missione. Durante l’ultima glaciazione, il Last Glacial Maximum (LGM), il cui apice è stato raggiunto approssimativamente 20.000 anni fa, il consistente aumento planetario delle masse glaciali ha portato a un abbassamento del livello marino fino a un minimo di circa -120 m (Storms et al., 2008). E’ evidente che in una situazione come quella dell’alto Adriatico, l’incidenza di una simile variazione ha avuto considerevoli implicazioni. La linea di costa è, infatti, arretrata verso sud fin oltre Ancona, determinando in un’ampia porzione di territorio condizioni paragonabili a quelle che si hanno ora in Pianura Padana. Questa situazione ha determinato l’instaurarsi di processi erosivi e deposizionali tipici della pianura alluvionale in un’area ora sommersa, per un periodo di circa 10.000 anni (Orombelli et al., 2005). In tale prolungato intervallo su questa superficie si è sviluppato, oltre ad altre forme deposizionali e/o erosive, un esteso reticolo idrografico, con depositi sabbiosi tipicamente a esso associati. Proprio all’individuazione di queste forme era rivolto l’interesse di uno dei progetti di ricerca attivi durante la missione SomRISA09. 2. Scopi della missione Le crociere oceanografiche, a causa dei costi elevati, oltre alle autorizzazioni previste e ai tempi logistici necessari al raggiungimento dell’area di studio, sono caratterizzate spesso dalla presenza simultanea di più progetti interessati alla stessa area, nonostante possano avere finalità o modi d’indagine anche diversi tra loro. Analoga situazione si è verificata anche in questo caso, giacché nel periodo trascorso in navigazione (dal 28/04/2009 al 07/05/2009) sono state compiute misurazioni per due programmi di ricerca indipendenti, per quanto facenti capo a ricercatori appartenenti alla stessa struttura 1 : i progetti SOMFlood e RISA. 1 Dr. Stefano Langone (SOMFlood) e Dr.ssa Annamaria Correggiari (RISA), appartenenti al Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) Istituto Scienze Marine (ISMAR), sede di Bologna.