Alessandro Giammei Poesia visiva e fotopoema Sei letture e due proposte per Stelio Maria Martini* Che se, in una contingente situazione politica, gli ambienti capitalistici hanno qualche influsso su una parte dei mass-media, si tratta di un influsso camuffato e per interposta persona; persona che non assume, et pour cause, il linguaggio dell’industria. Cesare Segre, La nuova «Questione della lingua» [1966] Si sa che Martini, l’impassibile naufrago, ha inseguito da subito le direttrici di un profetico naufragio semantico: quello di Emilio Villa, il maestro pentecostale che, spesso senza comparire nelle antologie e nelle ricostruzioni, modula in esse la proteiforme funzione che gli è intestata nella tra- dizione italiana del nuovo attraverso le voci dispari dei ta- lenti che ha illuminato direttamente, da Spatola a Burri. Praticava una forma simile, aggiornata, di avanguardia per- 303 * Devo a Tommaso Pomilio – o, piú probabilmente, a Tommaso Ottonieri – l’ oc- casione martiniana, e sono grato a Enrico D’ Angelo per il prezioso cadeau biblio- graico che mi ha permesso di coglierla con piú agio. Questo breve lavoro, su cui mi auguro di tornare piú diffusamente, è dedicato a W., amico idato e tenace. Le citazioni da Schemi e Neurosentimental sono tratte dalle due riedizioni degli anni Ottanta (Stelio Maria Martini, Schemi [1962], Napoli, Edizioni Morra, 1989; Id., Neurosentimental [1974], Napoli, Morra, 1983) che sono d’ altronde, in tutto, fedeli alle principes (entrambe stampate a Napoli, per i tipi di “Docu- mento-Sud” e di “In continuum”). I numeri di pagina di volta in volta indicati sono dunque riferiti alle edizioni citate.