39 La conoscenza degli strumenti musicali e delle tecniche esecutive in uso in Europa prima del XVI secolo è tuttora basata in massima parte sulle fonti iconograiche: i primi trattati sistematici sull’argo- mento, infatti, iniziano ad apparire solo dall’ultimo decennio del Quattrocento, mentre i primi trattati illustrati appaiono un ventennio più tardi, quando la musica strumentale inizia un percorso che la por- terà, entro l’inizio del secolo successivo, ad eman- ciparsi da quella vocale acquisendo una dignità e caratteri propri. In ambito iorentino, più speciicamente, le pri- me testimonianze di una tradizione costruttiva di strumenti musicali sono individuabili già nella Divi- na Commedia, ma è solo a partire dalla collezione di strumenti musicali di Lorenzo il Magniico – raccol- ta con evidenti intenti enciclopedici – che inizia ad emergere qualche indicazione relativa a un ideale di completezza sonora, alle tipologie e alle caratte- ristiche degli strumenti disponibili. Sebbene le fonti pittoriche costituiscano quindi la principale fonte per la conoscenza degli strumen- ti musicali del primo Quattrocento, esse presentano spesso caratteri che, per il disinteresse, l’incapaci- tà o l’impossibilità del pittore ad offrire una raf igu- razione tecnicamente accurata degli strumenti, ne limitano l’utilità ai ini della ricostruzione di infor- mazioni sonore relative a modelli di cui sovente non si è conservato nemmeno un esemplare (si pensi, ad esempio, all’organo portativo o al salterio me- dievale). Inoltre i contesti delle raf igurazioni, che rispondono spesso a signiicati simbolici più che ve- rosimili, possono essere fuorvianti, anziché d’aiuto nel tentativo di ricostruire un panorama sonoro di cui altrimenti restano poche tracce. È quindi indispensabile, prima di discutere gli indizi che si possono trarre da una speciica rafi- gurazione, tentare di veriicarne la verosimiglianza sia attraverso il confronto con altre fonti coeve, sia, in particolar modo, attraverso uno studio del meto- do seguito dal pittore per le proprie raf igurazioni: sia esso basato sulla rappresentazione dal vero, su schizzi sistematicamente riprodotti o sulla memo- ria e l’invenzione. Gli strumenti musicali compaiono in maniera piuttosto ricorrente in circa un quinto delle ope- re attribuite al Beato Angelico, prevalentemente nell’ambito di cori angelici (con la sola eccezione di uno Sposalizio della Vergine in cui due trombe sono suonate da esseri umani) 1 . Gli strumenti che vi si trovano raf igurati presentano diversi gradi di accuratezza a seconda soprattutto delle dimensio- ni della rappresentazione, più che del rilievo che rivestono nella scena, ma sono sempre dotati di elementi – a volte minimi – che indicano l’utilizzo di modelli reali riprodotti con una certa attenzio- ne. Escludendo per un momento il Tabernacolo dei Linaioli, gli strumenti che si trovano rappresentati sono i seguenti (in ordine di frequenza di rappre- sentazione) 2 : liuto (7), organo portativo (5), tromba dritta (5), bombarda (5), viola da braccio (5), salterio a testa di porco (4), ribeca (3), strumenti ad arco non identiicabili (2), tamburo a cornice (2), lauto e tamburino (2), liuto piccolo (1), cimbali (1), arpa (1). Si tratta di uno spettro piuttosto ampio delle tipologie di strumenti diffuse all’epoca, all’interno del quale si trovano diversi strumenti che presen- tano dettagli identiicativi ricorrenti che indicano l’utilizzo dell’identico modello anche a molti anni di distanza (è il caso, quantomeno, di diverse del- le rafigurazioni di liuto, salterio e ribeca) così da far supporre che la bottega dell’artista si servisse di modelli reali che avevano in dotazione stabile o di cui possedevano gli schizzi (ma la raf igurazio- ne di alcuni di essi in posizioni e prospettive molto differenti farebbe piuttosto propendere per la prima ipotesi). Non sembra invece di poter individuare, ge- neralmente, una speciica attenzione alle posizioni delle mani e del corpo suf iciente a trarre verosi- mili indicazioni sulla tecnica esecutiva dell’epoca, come avviene quando gli strumenti, ai ini della raf- igurazione, sono af idati a modelli che non li sanno suonare o quando i musicisti sono raf igurati sulla base della memoria o dell’immaginazione. Strumenti musicali e Angeli musicanti nel Tabernacolo dei Linaioli : una proposta di interpretazione Gabriele Rossi Rognoni