Cognizione estesa e capacità di calcolo Simone Pinna Dip. di Pedagogia, Psicologia, Filosofia, Università di Cagliari simonepinna@hotmail .it 1 Il dibattito sulla Mente Estesa 1.1 Un esempio famoso La pubblicazione dell'articolo di Andy Clark e David Chalmers “The Ex- tended Mind” (1998) ha suscitato un fruttuoso e a tutt'oggi acceso dibattito. In quell'articolo, i due autori esponevano l' Ipotesi della Mente Estesa (IME) tramite l'ormai famoso esempio di Otto e Inga. La tesi degli autori è che noi dovremmo trattare il taccuino di Otto (su cui egli, in fase iniziale di Alzhei- mer, annota tutte le informazioni che ritiene utili) allo stesso modo in cui trat- tiamo la memoria a lungo termine di una persona sana, cioè come il mezzo at- traverso cui quest'ultima può accedere al il luogo in cui è contenuto il suo insieme di credenze. Nessuno, continua l'argomentazione, obietterà al fat- to che l'insieme delle credenze di una persona sia un elemento costitutivo del- la sua mente. La conclusione è che in certi casi la mente si estende oltre i confini dell'organismo fino a comprendere i mezzi e gli strumenti che utiliz- ziamo per portare a termine alcuni specifici compiti cognitivi.