61 NICOLA GUERRA Il discorso e la lingua speciale del calcio, una definizione inclusiva I meccanismi di creazione dei neologismi e le dinamiche di contatto e interferenza 1. Studiare e definire il discorso del calcio Pier Paolo Pasolini (1999) prendendo in esame la lingua del calcio paragona le unità minime della lingua scritto-parlata, i fonemi, ai podemi, unità minima del calcio rappresentata dall’atto di calciare il pallone, e considera infinite le parole calcistiche, i podemi appunto, che formano un discorso calcistico del quale sono cifratori i giocatori e decifratori i tifosi sugli spalti in virtù della comune conoscenza del codice della lingua del calcio. All’interno della linguistica italiana molti autori si sono occupati delle cosiddette lingue speciali (Beccaria 1973; Berruto 1974; Cortelazzo 1994; Gualdo/Telve 2011; Sobrero 2011), ma una soluzione unanime nelle scelta del termine atto a designare il fenomeno è ancora lontana. La terminologia adottata è vastis- sima ed adoperata in modo disomogeneo tra i vari studiosi, tanto che le lingue speciali vengono di volta in volta definite sottocodici, linguaggi setto- riali, linguaggi tecnici, tecnoletti, lingue o gerghi di mestiere, micro lingue e linguaggi specialistici. Non deve pertanto stupire che talvolta si scriva di lingua del calcio ed altre di linguaggio del calcio, definizioni che lo stesso Pasolini alterna nel suo contributo precedentemente citato. In generale si può però notare che, aldilà delle definizioni non univoche adottate, all’interno della linguistica italiana la lingua del calcio appare prevalentemente intesa come quella che descrive il calcio, giornalisticamente e nell’evoluzione delle sue regole di gioco, piuttosto che come la lingua che viene parlata e scritta durante l’evento partita di calcio. Viene generalmente sottovalutato il discorso linguistico prodotto durante la partita stessa dai calciatori, dagli arbitri, dagli staff societari e dai tifosi, una lingua che si esercita in concomi- tanza con l’evento sportivo e che ne è elemento costitutivo. Ad esempio con le pratiche dei calciatori di correre dai tifosi gridando parole di gioia o di rabbia dopo un goal o di esibire magliette, indossate sotto quelle ufficiali, che recano scritti messaggi che possono essere indirizzati ai tifosi, ai compa- gni di squadra o a persone care esterne all’evento in corso. La voce e la scrittura meno considerate all’interno della concezione attuale di lingua del calcio sono però quelle degli ultras, un aspetto che appare legato alla diffusa stigmatizzazione mediatica del fenomeno. È però utile notare che all’interno Italienisch 71 (2014/1)