44 44 Insight La prospettiva rinascimentale: l’estetica prevalente L’opinione più diusa sull’estetica del cinema, o meglio sul regi- me scopico che presiede alla visione cinematograca, aerma che le convenzioni visive proprie del cinema e della televisione sono direttamente ereditate dalla fotograa, che a sua volta si è inserita nel solco della pittura, adottando quelle della prospettiva rinascimentale. La prospettiva è un procedimento a base geometrica e matema- tica per la resa in piano (in 2D) della terza dimensione, inventata a Firenze verso il 1420 e per quasi un secolo “segreto aziendale” della pittura italiana. È probabilmente Masaccio (Tommaso di Ser Giovanni di Simone, 1401-1428, morto a soli ventotto anni) il pri- mo pittore a far propri i principi della prospettiva. Fra il 1425 e il 1427 Masaccio aresca in S. Maria Novella a Firenze una gran- de Trinità (667 x 317cm.) in cui i personaggi sono disposti, come statue, sui vari piani di un’elaborata costruzione architettonica (Fig. 1 e 2). La prospettiva postula un osservatore unico, collocato in posizio- ne centrale davanti al quadro: e dunque esterno a esso, capace di interpretarlo con i suoi sensi e con la ragione. Il quadro si trasfor- ma in una nestra attraverso la quale crediamo di vedere lo spa- zio. Come scrive Leon Battista Alberti nel suo trattato De Pictura 1 , “scrivo uno quadrangulo… el quale reputo essere una nestra aperta per donde io miro quello che quivi sarà dipinto”. Questo è il quadro, debitamente incorniciato per mostrare i limiti della rappresentazione, dello spazio rappresentato (dove nisce la - nestra). Tutto è 2D, in piano, non c’è bisogno di forme plastiche o architettoniche che collaborino: la pittura si presta volentieri a rappresentarle. * Il presente contributo nasce nell’ambito di M.A.T. (Multimedia Art & Technology), una inizia- tiva congiunta tra il Dipartimento Comunicazione e spettacolo e il Dipartimento di Ingegneria elet- tronica, entrambi dell’Università Roma Tre. Enrico Menduni ha scritto i paragra 1 e 2; Elisa Giomi i paragra 3, 4 e 5. Entrambi gli autori hanno riletto e approvato insieme l’intero testo. 1 Vede la luce in latino nel 1435; l’anno succes- sivo in italiano con dedica all’amico Filippo Brunelleschi. La prima edizione a stampa è del 1511. Un’edizione recente è quella curata da Cecil Grayson (Laterza, Bari, 1980). 3D e ambienti immersivi: frammenti di una nuova estetica * Enrico MENDUNI e Elisa GIOMI