1 Michela Barbot E se Fernand Braudel avesse dialogato anche col diritto? Immaginando un destino più “istituzionale” per il pensiero braudeliano, in M. Cattini (ed.), Fernand Braudel, tre conferenze sul metodo. Trentacinque anni dopo: un seminario di riflessioni, special issue of “Cheiron. Materiali e strumenti di aggiornamento storiografico”, 60, 2013, pp. 193-207. 1. Fernand Braudel, la storiografia francese e le scienze sociali Rispondendo all’invito che mi è stato rivolto in occasione della discussione sulle tre conferenze protagoniste di questo numero di Cheiron 1 , queste note si articoleranno intorno al rapporto che la storiografia francese ha coltivato col pensiero di Fernand Braudel, ed in particolare col suo modo d’intendere la storia e l’interdisciplinarietà, per ampliare in un secondo momento lo sguardo anche al di là dei confini della Francia. La premessa alle pagine che seguono è data dal fatto che sul rapporto fra Braudel e la storiografia d’Oltralpe è già stato scritto molto. In più di una occasione, negli anni Ottanta- Novanta del secolo scorso, gli storici delle Annales e dell’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales si sono confrontati sull’utilità e sull’attualità del pensiero di Braudel. Nel farlo, hanno associato spesso il suo nome a quello dei suoi altrettanto celebri predecessori, Lucien Febvre e Marc Bloch. Dell’eredità storiografica di questa triade si è a tal punto discusso, in terra francese 2 , che grossomodo da un decennio a questa parte, non se ne parla praticamente più. Ed è proprio a partire dal momento in cui il dibattito si è arrestato, e dal cammino che la storiografia in specie economica, dentro e fuori la Francia, ha imboccato da allora in poi, che si dipartono idealmente 1 Ringrazio Marco Cattini per avermi indirettamente condotta a ragionare sui temi oggetto di questo testo. Dedico a lui queste pagine, con una grande riconoscenza per avermi incoraggiata, fin dai miei primi passi da storica, a imboccare senza esitazione il cammino avventuroso dell’interdisciplinarietà. 2 Al riguardo, è necessario citare anzitutto il bilancio tracciato in un editoriale e in un numero delle Annales recanti quasi lo stesso titolo, con un interrogativo trasformatosi in affermazione l’anno successivo: Histoire et Sciences Sociales. Un tournant critique?, in «Annales E.S.C.», 2 (1988), pp. 291-292, e Histoire et Sciences Sociales. Un tournant critique, numero monografico di «Annales E.S.C.», 6 (1989). Fra le tante opere uscite in Francia, è possibile citare inoltre J. Revel, The Impact of the "Annales" School on the Social Sciences, in «Review (Fernand Braudel Center)», 3-4 (1978), pp. 9-18; Id., Histoire et sciences sociales: les paradigmes des Annales, in «Annales E.S.C.», 6 (1979), pp. 1360-1376; Id., Fernand Braudel et l'Histoire, Paris, Hachette, 1999; F. Dosse, L’Histoire en miettes. Des Annales à la nouvelle histoire, Paris, La Découverte, 1987; B. Lepetit, Les Annales aujourd'hui, in L'état des lieux en sciences sociales, a cura di A. Dutu, N. Dodille, Paris, L'Harmattan, 1993, pp. 49-60; Id., Les Annales : portrait de groupe avec revue, in Une école pour les sciences sociales. De la VI e section à l’Ecole des hautes études en sciences sociales, a cura di J. Revel, N. Waechtel, Paris, Cerf/EHESS, 1996, pp. 31-48, fino al più recente A. Burguière, L'École des Annales: Une histoire intellectuelle, Paris, Odile Jacob, 2006. Fuori dalla Francia, hanno affrontato, fra gli altri, questo tema: A. Torre, L. Allegra, La nascita della storia sociale in Francia. Dalla Comune alle Annales, Torino, Einaudi, 1977; P. Burke, The French Historical Revolution. The Annales School 1929–89, Stanford, Stanford University Press, 1990; W. Sewell, Logics of History, Chicago, Chicago University Press, 2005.