1 Taliercio Mensitieri 2005. 2 Qui tra i denari è assente il tipo della Pax, mentre nel bronzo sono più rappresentate le emissioni della Victoria e della Pax; numerose sono anche qui le monete con la Aequitas e la Spes. 3 Serra 2009, pp. 1159-84. 4 J., BJ, VII, 5. 158162; Suet., Ves. 9; CIL VI, 200; cfr. Isager 1976, pp. 64 e ss.; Gaggiotti 2009, pp. 168-73. 5 CIL VI, 199: Rausa 1997, pp. 287-309. 6 De Angeli 1999, pp. 241-53; cf. Charlesworth 1936, pp. 107-32. 7 CIL VI 200 = ILS 6050; McCrum / Woodhead 1961, p. 150, n. 513 la quale in base all’indicazione dei consoli sembra databile nel dicembre del 71, cfr. McCrum / Woodhead 1961, pp. 4-5 dove riportano i fasti consulares; CIL VI 199 = ILS, 6049; McCrum / Woodhead 1961, pp. 150- 51, nn. 513, 514, 515, 516; Rausa 1997, pp. 288-89. RECENTI RINVENIMENTI DEL TEVERE (2): LA MONETA DI VESPASIANO TRA TRADIZIONE ED INNOVAZIONE ALESSANDRA SERRA L’analisi dei tipi flavi delle monete dal Tevere consente di evidenziare alcuni dati: 1. innanzitutto, la distinzione delle tipologie adottate sui nominali in metallo prezioso e in quello vile. 2. sembra confermata, allo stato attuale, una emissione di maggiore quantità di denarii nel 70, mentre per il bronzo tale aumento si registra solo nel 71. 3. infine, è confermata la maggiore frequenza di alcuni tipi come quello della Pax nell’argento e della Spes, della Aequitas e della Felicitas nel bronzo, rispetto alle altre tipologie. Questi dati sono in linea con quanto indicato nella nuova edizione del Roman Imperial Coin- age, ma discordano con i dati provenienti da altri siti come Pompei 1 dove i picchi di presenza mostrano una diversa evidenza. 2 Inoltre, proprio in riferimento alla nuova catalogazione del RIC, uno degli esemplari dal Te- vere con il tipo dela Vittoria gradiente sarebbe da attribuirsi alla zecca di Lugdunum; tale dato dovrebbe essere correlato al non secondario problema della localizzazione delle prime emissioni a nome del nuovo princeps Vespasiano. Lo studio delle emissioni correlato ai tipi adottati da questo imperatore consente, però, di evidenziare due tendenze: da un lato, il richiamo al passato attraverso la ripresa di tipi di epoche precedenti (di età repubblicana e, soprattutto, di Ottaviano-Augusto, Claudio e Galba) per una evidente esigenza di legittimazione e di continuità, come si è già detto altrove; 3 dall’altro, la pre- sentazione di tipi che possiamo definire nuovi ed innovativi, in seguito ulteriormente sviluppati, fondamentali per la comprensione della nuova concezione dello Stato e dell’Impero sviluppatasi con i Flavi. Tra il materiale proveniente dal Tevere, si nota la scarsità di esemplari allusivi alla guerra giudaica, in contrasto con l’alta percentuale di presenza del tipo della Pax. Questo è certamente dovuto alla centralità di questa tematica nel regno di Vespasiano come è testimoniato dalla cos- truzione del Templum Pacis 4 e dalla dedica di altari ed are alla Pax, 5 tra le quali, quella di grande rilievo per l’aggettivo che l’accompagna, alla Pax Aeterna 6 nel dies natalis di Vespasiano, il 17 novembre del 70 7 associata ad altre dediche, quella alla Fortuna Redux e alla Victoria Augusti, concetti che trovano ampio riscontro tematico e concettuale nella monetazione vespasianea. Tra le monete in bronzo, è rilevante la frequenza del tipo della Aequitas, della Felicitas e della Spes, tipi che vengono emessi più o meno costantemente durante il regno di Vespasiano, dimostrandosi, così, concetti cardine di questo imperatore.