7 LINA M. CALANDRA Cultura e territorialità: quando l’abitare diventa multitopico Esempi da L’Aquila post sisma 1. Introduzione Il territorio aquilano, oggi, costituisce un campo di studio e d’analisi particolarmente proficuo. Il terremoto del 6 aprile 2009 ha comportato una repentina trasformazione degli assetti insediativi e una profonda riconfigurazione socio-territoriale che hanno attivato e, in certi casi, accentuato dinamiche che richiamano la riflessione sul nesso tra cultura, territorialità e forme dell’abitare. Le dinamiche attualmente in atto forniscono l’opportunità per riflettere su cosa accade quando i luoghi della quotidianità limitano le possibilità di espressione della soggettività degli individui che li praticano in termini di partecipazione alla vita sociale, culturale, politica ma anche in termini di scelte nei comportamenti di tutti i giorni; quando in essi non riesce a prendere forma la cultura di una comunità insediata; quando da essi fa fatica a emergere una elaborazione culturale. Insomma, il caso aquilano offre l’opportunità di riflettere su quella che A. Berque definisce la désurba- nité (Berque, 2002). Si tratta di dinamiche di frammentazione e dispersione che accom- pagnano la polarizzazione sociale e la standardizzazione delle forme dell’abitare tipiche delle grandi aree urbane, che accentuano il senso di paura, sfiducia, disorientamento e che diminuiscono il senso di coesio- ne e di appartenenza e la spinta al cambiamento e alla creatività. Quello che maggiormente indebolisce la città erodendo il suo potenziale co- municativo, partecipativo, relazionale e indebolendo la sociabilità, è