PREMESSA La necropoli a incinerazione di Chiavari (Genova), scoperta, scavata e parzialmente edita da Nino Lamboglia tra gli Anni Sessanta e i primi anni Settanta del Novecento, è uno dei contesti più rilevanti della prima età del Ferro in Italia (Lamboglia 1960, 91-220; Lamboglia 1964, 31-96; Lamboglia 1966, 251-286; Lamboglia 1972, 103-136; Zucchi 1978, 25-50; Paltineri 2010). L’impianto del sepolcreto, monumentale, si articolava, per quanto documentato, in tre aree (denominate, da ovest a est, A, B e C) distinte scandite da recinti litici circolari e rettangolari (Fig. 1-2). Al loro interno stava la cassetta litica, che conteneva a volte una sepoltura singola, altre volte una deposizione doppia, forse in casi eccezionali plurima. Va precisato che, in assenza di analisi sui resti ossei, il sesso e qualche volta anche il numero degli individui è determinabile solo sulla base dei corredi. Dal punto di vista stratigrafico, riesaminando i giornali di scavo - ancora inediti - e le sezioni pubblicate da Lamboglia nei suoi resoconti è possibile tracciare un diagramma di Harris per la costruzione dell’impianto della necropoli per l’area A e per una parte dell’area B, mentre per l’area C mancano sezioni utili per predisporre una lettura della stratificazione. Ciò detto, la stratigrafia dei recinti e dei circoli permette di capire come ciascuna area si sia articolata nel tempo, con la predisposizione di nuovi recinti e cassette; tuttavia, poiché una tomba a cassetta è strutturata in modo da poter essere riaperta, è necessario integrare i dati stratigrafici con lo studio tipocronologico dei materiali, fermo restando che la lettura della stratificazione permette di individuare solo il momento a partire dal quale il recinto o la cassetta erano predisposti. Come si avrà modo di notare, il corredo vascolare, diversamente da altre necropoli coeve, è in genere contenuto (ossuario; scodella/coppa-coperchio o coperchio vero e proprio; eventuale olla di accompagno e piccolo vaso accessorio – bicchiere o kylix o tazzina ad ansa sopraelevata), mentre l’elemento di diversificazione di ruolo, che contrasta con l’apparente rigidità egualitaria 293 M.C. Rovira Hortalà, F.J. López Cachero, F. Mazière (dirs.), Les necròpolis d’incineració entre l’Ebre i el Tíber (segles IX-VI aC): metodologia, pràctiques funeràries i societat, Monografies 14, MAC, Barcelona 2012, ISBN 978-84-393-8921-7 (pàg. 293-304). * Dipartimento di Archeologia, Università di Padova. giovanni.leonardi@unipd.it ** Dipartimento di Archeologia, Università di Padova. silvia.paltineri@yahoo.it; silvia.paltineri@unipd.it LA NECROPOLI DI CHIAVARI NEL QUADRO DELLA PRIMA ETÀ DEL FERRO IN LIGURIA: RELAZIONI CULTURALI E FORME DI ORGANIZZAZIONE SOCIALE Necropoli, Chiavari, Etruria, Golasecca, protourbano Giovanni Leonardi* Silvia Paltineri** The cemetery of Chiavari (end of the 8 th – beginning of the 6 th century b.C.) has a monumental setting, with circular and rectangular enclosures. The community shows large relationships with Etruria and northern Italy and social organization that goes forward a proto-urban development. Cemetery, Chiavari, Etruria, Hallstatt, proto-urban La nécropole de Chiavari (fin du huitième – début du sixième siècle av. J.-C.) présente une structure monumentale, avec des enclos de pierres, circulaires et rectangulaires. La communauté entretient d’étroites relations avec l’Étrurie et l’Italie septentrionale. L’organisation de la société commence à évoluer selon un mode de développement proto- urbain. Nécropole, Chiavari, Etrurie, Hallstatt, proto-urbain La necrópolis di Chiavari (finales del siglo VIII a. C. – inizio del VI) presenta una estructura monumental, con recintos liticos circulares y rectangulares. La comunidad muestra amplias relaciones culturales con la Etruria y el norte de Italia y una organizacion social que empieza a evolucionar hacia un desarrollo protourbano. Necropolis, Chiavari, Etruria, Golasecca, protourbano