TENDENCIA 174 Beatrice Villari > Design e territorio. Cuando l’oggetto progettuale del design e ’il capitale territoriale Che cosa signiica, per un designer, progettare per un territorio? Comprendere quale sia la relazione tra design e sistema territoriale signiica dal nostro punto di vista afrontare questioni che riguardano modelli organizzativi sia della sfera sociale sia delle forme di produzione industriale. Non è nostro obiet- tivo dare un quadro esaustivo su argomenti tanto complessi, ma l’impegno è di focalizzare l’attenzione su alcuni temi che connettono gli aspetti progettuali del design a quelli dello sviluppo e valorizzazione territoriale. Il territorio, inteso come luogo inte- grato di competenze, conoscenze, cultura, beni materiali, ambientali è oggetto di interesse per i modelli e le strategie cosiddette ‘di sviluppo’, concetto che chiaramente va decli- nato nelle sue forme economiche e sociali. In efetti, se a ‘sviluppo’ aianchiamo ‘sostenibilità’, le modalità per favorire la crescita di un sistema territoriale appaiono più chiare: per usare le parole di Magnaghi l’idea di agire progettual- mente su un territorio può seguire atteggiamenti ‘dissipativi’ o al contrario che valorizzino le risorse di un area attraverso meccanismi virtuosi in grado di generarne ulteriori. Come è possibile dunque innescare tali meccanismi attraverso forme progettuali? L’idea di promuovere cambiamenti sostenibili per i luoghi e le persone che in essi vi abitano è alla base del concetto di ‘sviluppo locale’. Si tratta di un processo inserito in una prospettiva temporale di lungo termine in grado di favorire la costruzione di reti tra attori pubblici e privati, tra cittadini e società civile al ine di promuovere un benessere economico, sociale, culturale e ambientale. Su queste premesse, evidenziamo ora alcuni concetti più ampi che riteniamo di grande interesse per delineare la natura dell’azione di design per un territorio. La rete. Lo spazio con il quale ci confrontiamo quotidianamente è uno spazio reticolare. E’ lo spazio dell’interazione, in cui le relazioni avvengono anche in tempo reale attraverso distanze enormi. Quoti- dianamente, agiamo in una forma nuova di spazio sociale caratteriz- zato dallo scambio e dal continuo movimento di informazioni, beni e persone. Tutto su livelli ‘connessi’ di elementi materiali con altri intangi- bili, di nodi isici e non. È questo un modello (forse ‘il’ modello) in grado di gestire la complessità contempo- ranea: non è possibile, pensando a una rete, individuare un punto al di sopra degli altri che possa coordi- narli. Sembra scomparire l’idea dei rapporti gerarchici, verticali, sosti-