La produzione dell’identit` a e il linguaggio del desiderio. Note a margine di Rudolf di Marian Pankowski Alessandro Amenta [eSamizdat  (II) , pp. ] I. UN PROBLEMA DI RICEZIONE M ARIAN Pankowski ` e considerato in Polonia un autore scomodo. Ogni nuova uscita di un suo libro in patria, quando non viene passata sotto silen- zio, suscita tra i critici commenti unanimi di scandalo, pornografia, iconoclastia 1 . Anche se le sue opere tea- trali vengono frequentemente messe in scena nei teatri francesi e belgi i suoi romanzi sono stati tradotti nelle maggiori lingue europee, Pankowski sembra destinato a essere un autore pressoch´ e sconosciuto nel suo stes- so paese, dove la ricezione della sua opera ` e soggetta a marginalizzazione e silenzio. Nato a Sanok nel , negli anni - Panko- wski ` e stato prigioniero in diversi campi di concentra- mento tedeschi. Al termine della guerra ` e emigrato in Belgio, dove attualmente abita e lavora come professore di slavistica alla Universit´ e Libre di Bruxelles. Dram- maturgo e romanziere, ` e autore di numerose opere tra cui i romanzi Matuga idzie. Przygody [Arriva Matuga. Avventure, ], Bukenocie [Bukenocie, ], Go´ c [L’ospite, ], Powr´ ot bialych nietoperzy [Il ritorno dei pipistrelli bianchi, ], W strone ¸ milo´ sci [Verso l’amore, ]. Nonostante Pankowski sia uno scrittore polacco emi- grato, non ` e un autore di emigrazione. Non ha allaccia- to contatti con la rivista parigina Kultura, il principale organo di aggregazione degli intellettuali polacchi all’e- stero, ` e spesso tornato in patria negli anni di maggiore chiusura politica della Polonia Popolare, quando obbli- go sottinteso di ogni intellettuale era di mostrare una forte opposizione nei confronti del regime. Infine, non ` e mai rientrato nello schema che vede la produzione de- 1 Si vedano ad esempio M. Mydlarz, “Nadmiar zaufania”, Tygodnik Kul- turalny, 1984, 38, p. 12; W. Pogonowski, “Biala re ¸kawiczka”, Literatura, 1985, 2, p. 56; J. Zychowicz, “Rudolf - pasa˙ zer korsarskiego okre ¸tu”, Miesie ¸cznik Literacki, 1985, 1, pp. 137-138 gli scrittori polacchi di emigrazione fortemente intrisa di significati politici. Questo atteggiamento non deve essere interpretato come un tacito assenso da parte di Pankowski nei confronti della politica polacca durante gli anni del comunismo, bens` ı rappresenta una presa di posizione a favore di una piena autonomia di pensiero rispetto alla cultura istituzionalizzata, di regime come di opposizione. Afferma infatti Pankowski: “Penso al- la mia avversione nei confronti di qualunque tipo di associazionismo. [. . . ] Sempre e ovunque” 2 . Pankow- ski ` e un autore scomodo perch´ e traccia una dimensione letteraria in cui, invece di rinsaldare il mito nazionale, lo sottopone a continua critica, ironia, decostruzione. Secondo Anna Nasilowska, “Pankowski ` e radicale, in modo evidente disturba le regole del discorso definite socialmente, si situa oltre di esse. [. . . ] Le sue opere esulano in maniera talmente forte dalle regole del parla- re che rimangono senza risposta” 3 . Lo sguardo caustico e ironico di Pankowski sottopone ad attenta revisione i meccanismi attraverso i quali la letteratura polacca crea una propria mitologia nazionale. Non a caso uno dei temi affrontati con maggior frequenza dallo scrittore ` e costituito dalla seconda guerra mondiale e dall’olocau- sto 4 , che sono stati sottoposti nella letteratura nazionale a un’eroizzazione romantica per produrre un’immagine del popolo polacco come difensore dei valori. Dalla sua penna sono uscite rappresentazioni che smantellano le immagini storiche codificate e scardinano il concetto di martirologia legato a questi avvenimenti. In questo sen- so Pankowski si pone al di fuori delle regole stabilite del discorso letterario nazionale che tracciano confini insu- 2 Polak w dwuznacznych sytuacjach: z Marianem Pankowskim rozmawia Krystyna Ruta-Rutkowska, Warszawa 2000, p. 109. 3 A. Nasilowska, “Poslowie. Marian Pankowski - pisarz do odkrycia”, Polak, op. cit., pp. 145-147. 4 Si vedano soprattutto Teatrowanie nad ´ swie ¸tym barszczem, Krak´ ow 1995 e Z Auszwicu do Belsen: przygody, Warszawa 2000.