A proposito di felicità, rivoluzione francese, banche dati e linguistica computazionale. - Révolution Française http://revolution-francaise.net/2007/02/07/107-proposito-felicita-rivoluzione-francese-banche-linguistica-computazionale[15/10/2010 13.27.34] Rechercher Qui sommes nous ? Rubriques Actuel Annonces Brèves Commentaires Dossiers Editions En ligne Enseignement Entretiens Epistémologie Etudes Historiographie Images Mots Notions Outils Recensions Réplique Séminaire Synthèses Textes Tous les articles octobre 2010 septembre 2010 août 2010 juillet 2010 juin 2010 mai 2010 avril 2010 mars 2010 février 2010 janvier 2010 décembre 2009 novembre 2009 octobre 2009 septembre 2009 août 2009 juillet 2009 juin 2009 mai 2009 avril 2009 mars 2009 février 2009 janvier 2009 décembre 2008 novembre 2008 A proposito di felicità, rivoluzione francese, banche dati e linguistica computazionale. Epistémologie Par Cesare Vetter, Università di Trieste Traduction française (pdf) - English translation (pdf) Fin dalla metà degli anni Novanta ho aperto – presso il Dipartimento di Storia dell’Università di Trieste – un cantiere di lavoro sull’idea di felicità nel XVIII e XIX secolo. Un cantiere di lavoro che comprende ricerche mie personali, discussioni con i colleghi, confronti con gli studenti nell’attività didattica e un ampio e organico piano di tesi di laurea. L’analisi dell’idea di felicità incrocia le problematiche affrontate in precedenti lavori. Integra e per molti versi arricchisce la riflessione sulla dittatura (1) . È mio fermo convincimento che la nozione di felicità è terreno privilegiato – e finora non sufficientemente frequentato – per ricostruire i percorsi del pensiero e dell’iniziativa politica in età moderna e contemporanea. Anche per la nozione di felicità – così come per altre grandi questioni dell’Ottocento e del Novecento – la rivoluzione francese costituisce snodo essenziale. Presentazione del volume La Felicità è un’idea nuova in Europa. Contributo al lessico della rivoluzione francese ( tomo 1, a cura di Cesare Vetter, EUT, Trieste, 2005 ). N.B. Le chapitre I de cet ouvrage, à propos de Robespierre, est disponible sur le site de l'éditeur en format PDF. Felicità e rivoluzione francese Le « bonheur de tous » figura nella Déclaration del 26 agosto 1789. “ Le but de la société est le bonheur commun ” recita l’ articolo primo della Déclaration del giugno 1793. “ Braves sans-culottes, pourquoi avez-vous fait la révolution ? n’est-ce pas pour être plus heureux, foutre ? ” scrive Hébert nel numero 241 del Père Duchesne . E ancora nel numero 263 : “ Il y a trop longtemps que les pauvres bougres de sans- culottes souffrent et tirent la langue. C’ est pour être plus heureux, qu’ils ont fait la révolution ”. “ Le but de la Révolution est le Bonheur du Peuple ” si legge nell’intestazione dell’ Instruction de la Commission temporaire de surveillance républicaine ( Lyon-Ville Affranchie, 26 brumaire an second: 16 novembre 1793 ), il documento che Soboul (2) definisce il manifesto dei sanculotti e che la Arendt prende come cartina di tornasole per testare le diversità ( a suo avviso radicali ) tra rivoluzione francese e rivoluzione americana (3). Significativa l’affermazione di Saint-Just del 3 marzo 1794 (« Le bonheur est une idée neuve en Europe (4) »). Affermazione nota e sovente citata, ma che non ha trovato finora approfondimenti d’analisi adeguati (5). Confesso che tuttora quando i colleghi o gli studenti a lezione mi chiedono conto del significato preciso della frase di Saint- Just provo imbarazzo. Le mie ricerche sulla felicità hanno preso avvio molti anni fa dai riscontri che man mano emergevano nell’ indagine sulla dittatura ma anche dalla curiosità per questa frase e al momento non sono ancora in grado di interpretarla in modo pienamente soddisfacente ( o almeno pienamente soddisfacente per me stesso ok