75 Proemio “Lavorare un concetto significa farne variare l’estensione e la comprensione, generalizzarlo attraverso l’incorporazione dei suoi tratti d’eccezione, portarlo fuori dalla sua regione d’origine, prenderlo come modello o al contrario cercargli un modello, in breve conferirgli progressivamente delle trasformazioni regolate dalla funzione di una forma” (G. Canguilhem, “Dialectique et philosophie du non chez Gaston Bachelard”, in Id., Etudes d’histoire et de philosophie des sciences concernant la vie et les vivants, Paris, Vrin, 1994, p. 206) “Tutto ciò che è detto, è detto da un osservatore” (H.R. Maturana, F.J. Varela, Autopoiesi e cognizione. La realizzazione del vivente, Venezia, Marsilio, 1985, p. 53) Fra la notte e il giorno, fra ciò che si costruisce e quel che cresce naturalmente, fra le mutazioni dall’inorganico all’organico, dalla pianta all’animale, dall’animale alla specie umana, senza che questa serie sia una progressione” (G. Deleuze, F. Guattari, Millepiani. Capitalismo e schizofrenia, Roma, Castelvecchi, 2006, p. 462) VI. Tattilità della Bildung: verso una metodologia ‘embodied’ del ‘fare scienza’. Tra moderno e postmoderno: estetica e po(i)etica come emergenze della formazione * di Maria D’Ambrosio ** * Questo scritto si inserisce tra le premesse teoriche e metodologiche a ‘oneZone_imast edu- cational Lab. Comunicare e fare scienza’: il progetto di ricerca di cui l’autrice è direttore scientifico; finanziato da Imast scarl – il distretto industriale che si occupa di ricerca ap- plicata nell’ambito dei materiali compositi a base polimerica – per individuare e speri- mentare in ambiente scolastico la metodologia dell’understanding by design e della connes- sione Arte & Scienza. ** Università degli Studî di Napoli Suor Orsola Benincasa.