Vol. 44 - Suppl. 1 to No. 3 EUROPA MEDICOPHYSICA 1 Attenzione divisa nei pazienti con cerebrolesione acquisita A. CANTAGALLO, F. TEBALDI Introduzione La memoria di lavoro è un sistema a capacità limitata che mantie- ne temporaneamente ed elabora le informazioni. Secondo il modello di Baddeley 1 , la memoria di lavoro è composta da tre componenti principali: un Sistema Esecutivo Centrale (CES), deputato all’elabora- zione delle informazioni e alla distribuzione delle risorse attentive, e due subcomponenti (il Loop articolatorio e il Taccuino visuo-spazia- le) che mantengono temporaneamente informazioni verbali e non- verbali rispettivamente. La funzione principale del CES è di coordi- nare e controllare l’elaborazione delle informazioni, soprattutto in situazioni nuove o complesse. Si assume che esso svolga un ruolo cruciale in situazioni che richiedono di distribuire le risorse su più compiti contemporaneamente. Viene definita attenzione divisa “la capacità di eseguire due compiti contemporaneamente, compiti della stessa modalità sensoriale (intramodale) o di modalità sensoriali dif- ferenti (intermodale)” 2 . Nella valutazione dell’attenzione divisa viene spesso usato il Para- digma Dual Task (DT). Alcuni ricercatori hanno definito il DT come: “Svolgimento di un compito cognitivo da solo, successivamente lo si affianca a un secondo compito di cui si è certi che comporti l’uso di subcomponenti della memoria lavoro. Se questo secondo compito crea interferenze, se ne deduce che le subcomponenti della memo- ria lavoro usate dal secondo compito sono coinvolte anche nella performance del primo compito” 3 . Le basi neurali implicate nell’esecuzione del DT vengono studiate sia con tecniche di neuroimmagine funzionale sia analizzando la prestazione di pazienti con lesioni cerebrali. Nel complesso, i dati ottenuti da studi di neuroimmagine non sono univoci. Un filone di ricerche porta dati a favore di una localizzazione del CES nella cor- teccia prefrontale. Ad esempio, una ricerca condotta con l’utilizzo della fMRI ha evidenziato un’attivazione in eccesso della corteccia prefrontale durante lo svolgimento di un DT rispetto alle regioni atti- vate durante lo svolgimento dei compiti singoli (rispettivamente, giu- dizi verbali e rotazione spaziale) 4 . Secondo i risultati di altre ricer- che, tale sistema di controllo sarebbe il risultato funzionale di un’in- terazione tra diversi circuiti. Questo è il caso di uno studio in cui l’attivazione emersa nella condizione di DT è risultata attribuibile al tipo di compiti richiesti. Inoltre, le aree attivate dal DT erano attive anche durante lo svolgimento dei compiti singoli e l’attivazione in eccesso nel DT rispetto alle condizioni di compito singolo era in parte spiegata dall’inserimento del secondo compito 5 . Il Trauma Cranio-Encefalico (TCE) è spesso causa di lesioni corti- cali focali e di un danno diffuso della materia bianca sotto-corticale che danneggiano i circuiti frontali sottocorticali 6 . Il quadro clinico Modulo di Neuropsicologia Riabilitativa, U.O.M.R., Dipartimento di Neuroscienze, Riabilitazione, Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara tipico dei pazienti con TCE è caratterizzato da un generalizzato ral- lentamento dei tempi di reazione rispetto a soggetti normali, accom- pagnato da deficit di attenzione, funzioni esecutive, memoria di lavoro memoria a lungo termine. Frequentemente i pazienti con TCE hanno difficoltà ad eseguire contemporaneamente due o più compiti. Questo disordine di atten- zione divisa correla significativamente con la difficoltà di reinseri- mento lavorativo 7 e con il grado di dipendenza nelle attività di vita quotidiana 8 . Ad esempio, può impedire il ritorno alla guida dell’au- tomobile, portando ad un’importante limitazione negli spostamenti. Alcune ricerche hanno studiato l’attenzione divisa dei TCE con compiti di DT portando risultati contrastanti. Alcune di esse, hanno evidenziato che i TCE, oltre ad avere una prestazione complessiva- mente più lenta e meno accurata rispetto ai soggetti di controllo, hanno un Decremento di DT maggiore rispetto ad essi 9-12 . Tale evi- denza è considerata indice di un deficit selettivo del CES 13 . Altre ricerche non hanno rilevato differenza di Decremento tra TCE e sog- getti normali 14-16 . Come evidenzia Park et al. in una meta-analisi su questo argomento, nel considerare i dati delle differenti ricerche è necessario tener presente che le diverse ricerche hanno utilizzato compiti differenti 10 . L’autore conclude che i TCE presentano un Decremento di DT maggiore rispetto ai soggetti normali quando i compiti richiedono l’intervento di processi di controllo, mentre se il paradigma include compiti percettivi o motori di natura automatica il Decremento dei TCE non differisce da quello dei controlli. Tuttavia, recenti studi mostrano correlazioni non significative tra il Decremento della prestazione in condizioni di DT di pazienti TCE e indici di gravità come GCS, periodo di coma, tempo trascorso dal- l’evento 8,9 . Poche ricerche reperibili in letteratura hanno indagato se il Decremento di DT correla con altri Test per le funzioni attentive ed esecutive. Baddeley et al . 17 hanno condotto una ricerca che su pazienti con lesione frontale di diversa origine (TCE, tumore, ictus ischemico o emorragico) suddividendo i pazienti in base alla presen- za o assenza di disordini comportamentali disesecutivi, secondo questionari somministrati ai pazienti e al caregiver. E’ emerso che il solo gruppo caratterizzato dalla presenza di questi disturbi aveva un Decremento di DT maggiore rispetto ai controlli. Non si è osservata EUR MED PHYS 2008;44(Suppl. 1 to No. 3)