Patrimonio e patrimoni Poco più di un secolo fa, il grande storico dell’arte Alois Riegl tracciò l’origine e lo sviluppo del «culto dei monumenti», individuando i valori più adatti alla sensibilità del Novecento nascente, soprattutto pen- sando ai nuovi ceti emergenti. Questa laica religione del passato ha subito nel passaggio al nuovo millen- nio un profondo, forse per ora poco avvertito, muta- mento. Dato per scontato e ormai consolidato il ruolo che riveste la cultura di massa nella condivisione come nella distorsione dei valori del patrimonio monu- mentale, sono le stesse radici umanistiche poste a fon- damento della conservazione e del restauro – termini non coincidenti, ma che qui si avvicinano in forza della comune storia culturale – a essere erose se non addi- rittura ignorate e superate. Naturalmente, stando a quel che appare, l’interesse per il restauro e la conservazione delle opere d’arte e d’architettura non è mai stato forse così evidente nel- l’opinione pubblica. E la media degli interventi, pur certamente criticabile almeno in Italia, ha ormai rag- giunto, tutto sommato, un livello ‘medio’, nel quale sono possibili confronti e scambi di esperienze; e molte operazioni sono ormai acquisite e condivise in diversi Paesi del mondo, come la pulitura della pietra negli edifici monumentali o il trattamento dei ruderi o il restauro degli affreschi. È innegabile, tuttavia, che la trasmissione al futuro del patrimonio culturale non sia più sentita come un atto fondante delle società attuali, pur fra mille distinzioni, che vanno dalla inal- terabile tradizione italiana alla vivacità dei Paesi asia- tici o all’insofferenza per l’eurocentrismo manifestata dai Paesi ex coloniali. Il ruolo marginale che sembra oggi rivestire la cono- scenza del mondo greco e romano a fronte di una con- clamata esibizione di simulacri del classico è stato ampiamente analizzato in un saggio di Salvatore Set- tis (2004): molte sue considerazioni potrebbero valere anche per il settore del restauro, da sempre coinvolto nelle periodiche riemersioni del ‘classico’. Il rischio intravisto da Settis in tale congiuntura non è l’igno- ranza delle grandi civiltà del passato, quanto il loro innalzamento a feticci disposti a coprire egemonie cul- turali o politiche, sempre più esibite nell’attuale periodo di incertezza identitaria. Se è vero che un uso strumentale del restauro è sempre esistito, la tendenza evidenziata da Settis appare oggi portata all’estremo, tanto da allontanare la concretezza dell’opera da con- servare dal suo uso nel sistema mediatico. Questo non significa che i primi anni del 21° sec. non abbiano prodotto opere significative nella difesa e nella trasmissione al futuro del patrimonio archi- tettonico; ma tali realizzazioni sembrano iscriversi in un quadro culturale mutato, in cui giocano fattori come le nuove tecnologie o i Paesi emergenti. Occorre tuttavia anche guardarsi dalla retorica ipermoderni- sta e tenere presente che l’attuale congiuntura si fonda pur sempre sulle esperienze condotte dalla cultura europea; piuttosto, la presa di coscienza di altri restauri può apparire come la nuova frontiera di un umane- simo sempre rinascente. Le idee e il dibattito in Italia Per le realizzazioni, ma soprattutto per il dibattito che ne scaturisce, l’Italia continua a offrire un punto di vista di estremo interesse per valutare le innova- zioni nella sensibilità contemporanea. Una delle con- siderazioni ricorrenti è che i primi anni del 21° sec. vedono ridursi i margini di conflitto tra le varie posi- zioni sul restauro. Le forti contrapposizioni che ave- vano animato il dibattito, almeno fino agli anni Novanta del 20° sec., sembrerebbero oggi molto sfumate: non perché si registri una sostanziale convergenza su alcuni temi di fondo, ma piuttosto perché la situazione attuale vede più centri decisionali che operano, sia sul piano concettuale sia sul piano concreto, con un pragmati- smo di fondo poco incline alle questioni teoriche. Sono state, e sono ancora, numerose le proposte per riformare o addirittura accantonare le carte del Claudio Varagnoli Il culto dei monumenti 403 403-414 (41.4 Il culto dei monumenti - Varagnoli 4 ).qxp:III MIllennio 2009 1-07-2010 10:15 Pagina 403