335 REI CRETARIÆ ROMANÆ FAVTORVM ACTA 43, 2014 Gli interventi di scavo archeologico sulla rocca del Rione Terra, sede della colonia scipionica di Puteoli del 194 a.C., condotti dagli inizi degli anni 1990 dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici di Napoli e tuttora in corso, stanno ricostruendo gradualmente la complessa vicenda urbana del sito, dal periodo romano all’età contemporanea. Lo scavo sta restituendo una grande quantità di materiale ceramico da contesti stratificati 1 . Oggetto del presente lavoro 2 sono le anfore provenienti da un unico scarico (US 6135) individuato all’interno della taberna 4, situata lungo il lato meridionale di via Duomo, nel tratto sottoposto al c.d. tempio di Augusto. L’US 6135 ha restituito circa 50900 frammenti ceramici per 3400 indivi- dui (n.m.i). Sono presenti ceramiche fini (sigillata africana, sigillata corinzia), anfore, ceramiche comuni e lucerne, tutte in un discreto stato di conservazione e con un basso grado di residualità. La ceramica sigillata africana attestata nelle produzioni A e C (Hayes 10,1,4; H. 27; H. 31; H. 45a; H. 48a; H. 50a) associata alle altre classi di materiale 3 , consente una datazione del contesto alla seconda metà del III sec. d.C. Le anfore L’US 6135 ha restituito complessivamente 292 frammenti di orlo, 227 di fondo, 487 di ansa e 15590 di parete di anfore. Sono stati individuati 211 esemplari (n.m.i.) variamente dis- tribuiti all’interno delle singole produzioni. Le importazioni sono predominanti sui prodotti locali (13,3%) e tra esse sono maggiormente attestate quelle africane (37,4%), seguite da quelle egeo-orientali (14,2%), iberiche (12,8%) e siciliane (8,5%). Gli esemplari non identificati o di dubbia provenienza sono il 13,7% del totale. 1 Per la storia del sito e la relativa bibliografia: F. ZEVI (a cura di), Puteoli (Napoli 1993); L. CRIMACO/F. ZEVI/C. GIALANELLA (a cura di), Da Puteoli a Pozzuoli. Scavi e ricerche sulla Rocca del Rione Terra. Atti della giornata di studio, Istituto Germanico, Roma 27 aprile 2001 (Napoli 2003); C. GIALANELLA, Appunti sulla topografia della colonia del 194 a.C. sul Rione Terra di Pozzuoli. In: C. Gasparri et al. (a cura di), Dall’immagine alla Storia. Studi per ricordare Stefania Adamo Muscettola (Napoli 2010) 317–335. 2 Ringrazio vivamente la dottoressa C. Gialanella, ispettore archeologo della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Provincia di Napoli, per avermi concesso la possibilità di studiare il materiale ceramico oggetto di tale lavoro. 3 Per le ceramiche comuni si veda il contributo di P. ORLANDO, Ceramiche comuni dal Rione Terra, Pozzuoli (Napoli), in questo volume. Produzioni africane Dall’Africa Proconsolare provengono le anfore olearie del tipo Africano I, presenti nelle tre varianti A, B (fig. 2,1–3) e C, databili tra la fine del II ed il IV sec. d.C. 4 Il tipo Africano II, adibito al trasporto delle salse ma forse anche del vino 5 , è anch’esso ben documentato soprattutto nella variante D (fig. 2,4–7), databile tra la metà del III ed il primo terzo del IV sec. d.C. 6 , e con minori attestazioni nella più tarda variante C (fine III–prima metà IV sec. d.C.) 7 ; l’anfora con orlo a gradino della variante A è presente con un solo esemplare 8 . Si segnalano alcuni esemplari del tipo Africano III pre- senti nella più antica variante A, della fine del III–inizio del IV sec. d.C. (fig. 2,8), prodotti in Zeugitana e Byzacena per il trasporto del vino 9 . È documentato un solo esemplare di anfora Tripolitana II, datata dalla fine del I fino alla metà del III sec. d.C. 10 . Ben attestate sono anche le anfore vinarie Dressel 30 (fig. 2,9–11). Per esse l’analisi macroscopica delle argille ha evidenziato una varietà di impasti, dovuta probabilmente a diverse aree di produzione oltre alla Mauretania Cesariense, come già ipotizzato 11 . Alcuni frammenti rimandano al tipo Ostia IV, 263 (fig. 2,12), collocabile tra la seconda metà del III secolo d.C. ed il successivo, e di cui non si conosce ancora l’origine ed il contenuto trasportato 12 . Alcune anfore conservano bolli, tituli picti e graffiti 13 . I bolli TERTI 14 , privo di cartiglio e in lettere incavate, e MEF 15 , in cartiglio e in lettere incavate, sono documentati su alcuni esemplari del tipo Africano IB, sul collo immediatamente 4 BONIFAY 2004, 107; 106 fig. 56 tipo 21A, B, C. 5 La presenza di pece in alcuni contenitori di questo tipo ha fatto supporre che alcuni di essi trasportassero vino, BONIFAY 2004, 464–465. 6 Ibid. 115–119; 116 fig. 62a tipo 26. 7 Ibid. 114–115; 112–113 fig. 60–61 tipo 25. 8 Ibid. 111; 108–109 fig. 57–58 tipo 22. 9 Ibid. 118–119 fig. 63 tipo 27 esemplari n. 2 e n. 15. 10 Ibid. 89–92; 90 fig. 47 tipo 4. 11 Ibid. 148–151 fig. 149 tipo 60. 12 Ibid. 151 fig. 82 tipo 62. 13 Per quanto riguarda i bolli, tituli picti e graffiti: C. PANELLA, Le anfore di età imperiale del Mediterraneo Occidentale. In: Lévêque-Morel 2001, 185–187; più recentemente per quanto riguarda i bolli, COLETTI 2013, 299–316; inoltre il sito http://ceipac.gh.ub.es. 14 Ostia IV, 201 n. 101. 15 La prima lettera del bollo è lacunosa ma interpretabile come una «M»; del cartiglio è presente solo la parte superiore: L. H. SACKETT, Roman Pottery. In: L. H. Sackett/K. Branigan, Knossos from Greek City to Roman colony. Excavations at the Unexplored Mansion II. Brit. School Arch. Athens (London 1992) 255 U150; pl. 199,150; pl. 222 U150. Marica De Filippo ANFORE DAL RIONE TERRA, POZZUOLI (NAPOLI)