Policy Brief La politica estera turca e l’Iraq del nord Carlo Frappi numero 45 Dicembre 2006 Sintesi Il lancio dell’operazione Iraqi Freedom ha comportato il rove- sciamento dei presupposti sui quali la politica estera turca verso il nord Iraq si era andata delineando nel precedente de- cennio. La diplomazia turca ha tuttavia mostrato una scarsa capacità di adattamento alla nuova congiuntura regionale. Congiuntura che ha riproposto ad Ankara la sfida del terrori- smo del PKK e lo spettro della nascita di un Kurdistan indi- pendente, potenziale elemento di attrazione per la propria mi- noranza curda. Tale mancata ridefinizione va collocata nel quadro di una più generale crisi delle tradizionali direttrici di politica estera di Ankara, così come nel contesto di un crescente contrasto inter- no tra il governo Erdogan e l’establishment kemalista. Solo così si spiega infatti la centrali- tà che la questione nord- irachena va assumendo nella politica interna ed estera della Turchia, generando un corto- circuito per disinnescare il qua- le è necessario che Ankara dia coerenza alla propria politica regionale, sfruttando appieno le occasioni offerte dalla fluida situazione irachena. l non coinvolgimen- to negli affari me- diorientali ha rap- presentato uno dei pilastri sui quali Mu- stafa Kemal ha fondato la poli- tica estera della Turchia re- pubblicana. A partire dagli an- ni ’80, e più intensamente dal 1991, tale principio è andato tuttavia confliggendo con la più generale necessità di ga- rantire la sicurezza territoriale del Paese, in relazione alla crescente instabilità delle pro- prie frontiere meridionali con l’Iraq. Indebolendo la capacità di controllo territoriale di Ba- ghdad, la lunga guerra con l’Iran prima, e la guerra del Golfo del 1991 poi, hanno contribuito infatti alla nascita di una “questione nord- irachena” per la politica estera turca. La contemporanea pro- gressiva politicizzazione della popolazione curda di Turchia si traduceva infatti in mancan- za di sbocchi istituzionali, nel- la istanza separatista propu- gnata dal Partito dei Lavorato- ri del Kurdistan (Partiya Kar- keren Kurdistan, Pkk). Su questo sfondo, la regione mon- tagnosa del Kurdistan iracheno assurgeva progressivamente, per i guerriglieri del Pkk, a ri- fugio sicuro e a base logistica per le operazioni in territorio anatolico – divenendo così re- trovia del conflitto a bassa in- tensità che tra il 1984 ed il 1999 avrebbe causato un nu- mero di vittime stimato in ol- tre 30 mila. I Era consequenziale che si fa- cesse strada, nel concetto stra- tegico turco, il principio della indivisibilità della sicurezza dell’Anatolia sud-orientale e del Kurdistan iracheno, che finirono per essere identificati come “un’estensione geografi- ca ed etno-culturale l’una dell’altro” 1 . Una indivisibilità tanto più rilevante in conside- razione della progressiva af- fermazione, in Turchia, di una politica estera incentrata, in via prioritaria, sulla protezione della sicurezza nazionale 2 . Su questo sfondo, la politica nord-irachena di Ankara si è andata delineando attorno a due obiettivi centrali: da un lato l’eliminazione delle basi logistiche e della rete di soli- 1 C. CANDAR, Turkish foreign pol- icy and the war on Iraq, in L.G. MARTIN – D. KERIDIS (eds.), The Future of Turkish Foreign Policy, Cambridge, 2004, p. 53. 2 K. KIRISCI, Turkey's Foreign Pol- icy in Turbulent Times, in «Chaillot Paper» n. 92, 2006, p. 12. 1