241 P eace and F riendship in E arly Modern C atholic E urope : Towards a P olitical History of Human R elations in C ounter - R eformation Culture ( 1580 – 1650 ) P aolo B roggio In 1996, in his Tribunali della coscienza—a book that has become a classic of Italian religious historiography—Adriano Prosperi wrote about the strategy of action forseen by the post-Tridentine Church: La proposta positiva di una rinnovata religiosità individuale e collettiva fu l’altra faccia della medaglia rispetto alle misure re- pressive e di controllo. Quanto a queste, il disegno complessivo composto dal loro insieme è quello di una cittadella ortodossa, cinta da mura spirituali e materiali, protetta da milizie celesti ma anche terrene, da polizie sacre e da un ben oliato sistema di spio- naggio: una comunità immobile e priva di scambi, sulla quale il vescovo doveva esercitare la sua sorveglianza. Il rapporto era tra l’autorità ecclesiastica e il singolo, con l’esclusione di ogni altro soggetto. Tutte le forme collettive della tradizione medievale ap- parivano sospette e da riformare: in modo particolare le confra- ternite, con la loro tendenza ad una sociabilità devota che sfuggiva alla pianiicata organizzazione territoriale del modello vescovile. La parrocchia è la cellula base di questo sistema: e, nel disegnarla, i vescovi tridentini la vogliono sottratta alle forme associative legate alla parentela. Il disegno della parrocchia—mise ben in chiaro Carlo Borromeo—doveva tagliare in maniera regolare e controllabile lo spazio abitato, senza seguire il disegno mobile delle alleanze parentali. E qui aiora uno tra i principali ostacoli con cui il disegno riformatore dovette fare i conti: la famiglia.