Lugo di Grezzana ES 473 ES 635 ES 543 ES 541 LE STRUTTURE DI COMBUSTIONE IN FOSSA DELLINSEDIAMENTO DI LUGO DI GREZZANA (VR) Annalisa Costa, Fabio Cavulli, Annaluisa Pedrotti Laboratorio “B. Bagolini”, Dipartimento di Lettere e Filosofia, Università degli Studi di Trento, Via Tommaso Gar 14 , Trento. Il sito di Lugo di Grezzana (VR), ubicato nella media Valpantena ai piedi dei Monti Lessini, è sta to oggetto di ricerche sistematiche da parte dell’Università di Trento in collaborazione con la So printendenza per i Beni Archeologici del Veneto, Nucleo Operativo di Verona. Le indagini hanno messo in evidenza un abitato inquadrabile nel Neolitico antico e attribuito alla cultura di Fiora no (seconda metà V mill. cal. AC ). Nel sito sono state rinvenute diverse strutture di combustio ne in fossa recentemente studiate (Costa 20092010). Le fosse di combustione esaminate presentano tutte quelle tracce considerate i dentificative di processi di combustione: alterazioni termiche del suolo, presenza di carboni, ceneri, concotti e travi carbonizzate. Il riempimento inferiore è costituito da travi in quercia carbonizzate e quello su periore da sedimento misto e manufatti. Le strutture mostrano una omogeneità dal punto di vista morfologico: hanno imboccature subcircolari o subquadrangola ri, sempre associate a pareti verticali e fondo, quasi sempre, piatto. Si osserva in vece una certa varietà per quanto riguarda le loro dimensioni: la più piccola, ha un diametro di m 0,85 mentre, la più grande ha una lunghezza massima di m 2,10. Le due fosse più grandi sono quelle che hanno restituito un minor numero e una mi nore varietà di materiali mentre, frammenti ceramici, litici e ossei sono presenti nelle altre tre. Strutture in fossa a Lugo di Grezzana BIBLIOGRAFIA DE MARINIS R. C. 1990, L’insediamento tardo neolitico della Vallona di Ostiglia (MN) in Giannitrapani, Simone, Tinè, Interpretaziona funzionale dei “fondi di capanna” di età prei storica, Atti del Convegno di Archeologia Sperimentale, Milano 2930 aprile, 1989. Geno va, pp. 9199. COSTA A. 2009-2010, Fosse di combustione neolitiche a Lugo di Grezzana (VR): un ap- proccio sperimentale. Tesi di specializzazione inedita, Università degli studi di Milano. COSTA A., CAVULLI F., PEDROTTI A. cds, Firing Pits at Lugo di Grezzana: an experimental approach, in The Significance of Experimentation for the Interpretation of Archaeological Processes: Methods, Problems and Projects, in BAR, International Series, Oxford. COSTA A., CAVULLI F., PEDROTTI A. cds, Firing Pits at Lugo di Grezzana (VR): evidence of craft activity? in Craft&People, International Conference, 1st2nd November 2012, British Museum, London. LO PORTO F. G. 1989, L’insediamento Neolitico di Serra d’Alto nel Materano (Monumenti Anti chi Lincei, XIII), Roma. MANFREDINI A., MUNTONI I. 2003, Gli spazi del vivere: funzioni e cronologia delle strutture d’abitato dell’insediamento neolitico di Casale del Dolce (Anagni, FR), in Atti della XXXV Riu nione Scientifica dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria (Lipari, 2000), Firenze, pp. 187 198. POGGIANI KELLER R. 1999, Lovere (BG), una sequenza stratigrafica esemplare dal Neolitico Antico al Bronzo Finale in area prealpina, RSP L, pp. 178. SALZANI L. 1986, S. Giustina di Baldaria (comune di Cologna Veneta) in Quaderni di Archeolo gia del Veneto II, pp. 99102. VENTURINO GAMBARI (a cura di) 1995, Navigatori e contadini. Alba e la valle del Tanaro nella preistoria, Famija Albèisa, Ed. Alba. Strutture di combustione in fossa da S. Giustina di Baldaria (da Cavulli 2008b) e a destra da La Vallona di Ostiglia (De Mari nis 1990). Esempi di strutture di combustione, con riempimento in pietra, di piccole dimensioni da Alba a sinistra (Venturino Gambari 1995) e da Lovere a destra (Poggiani Keller 1999). Struttura di combustione in fossa, Serra d’ Alto (da Lo Porto 1989). Le attestazioni relative a strutture di combustione presenti nella nostra penisola durante il Neolitico sono numerose e variamente documentate. Le “strutture in fossa con riempimento in pietra” (conosciute anche come strutture ad empierrements” o “forni polinesiani”) e i forni a camera unica con copertura a vol ta sono frequenti, mentre il tipo di struttura documentato a Lugo di Grezzana, in fossa e senza riempimento in pietra, è poco diffuso. In Italia settentrionale è atte stato nel sito fiorano di Santa Giustina di Baldaria (VR) e, in una fase più tarda, a La Vallona di Ostiglia (MN). Simili per dimensioni ma appartenenti alla categoria con riempimento in pietra, sono inoltre le strutture attestate ad Alba (CN) e Lovere (BG). Struttura di combustione a due fosse, Serra d’ Alto (da Lo Porto 1989). Gli unici “forni” ricollegabili con maggior certezza alla cottura di ceramica sono quelli di Rivaltella (RE) e Serra d’Alto (MT) che, sulla base degli scarti rinvenuti al loro interno, sono stati messi in relazione con la produzione di ceramica figulina. Differenze strutturali potrebbero dunque corrispondere a differenze funzionali (come di mostrato dalla presenza nello stesso sito di diverse categorie di strutture) e/o cronologiche ma in alcuni casi potrebbe anche trattarsi di strutture multifunzionali. Alcuni tentativi sperimentali di ricostruzione di strutture in fossa, simili a quelle documentate nel sito in esame hanno permesso di acquisire nuovi dati riguardanti un loro possibile uso nella produzione ceramica (Costa et al. cds).