137 L’aristocrazia napoLetana e L’eversione deLLa feudaLità: un tonfo senza rumore? L’ARISTOCRAZIA NAPOLETANA E L’EVERSIONE DELLA FEUDALITÀ: UN TONFO SENZA RUMORE ? Giulio Sodano Quale fu l’impatto del Decennio napoleonico sull’aristocrazia napoletana? Come reagì e quali trasformazioni imboccò la nobiltà feudale di fronte al nuo- vo ordine politico ed economico portato dai Francesi? Per rispondere a queste domande occorre non solo analizzare gli effetti economici delle riforme sui patrimoni, argomento di per sé già rilevante, ma anche i mutamenti di costume e di mentalità di un ambiente sociale che era stato così rilevante nella storia del Mezzogiorno d’Italia. Si tratta di vedere se e come l’aristocrazia feudale napoletana sul lungo periodo abbia superato quel momento di crisi provoca- to dal nuovo “ordine” francese, riuscendo affermare, anche in quella dificile congiuntura, quel “bisogno di eternità” che l’aveva caratterizzata per i secoli dell’età moderna, quando aveva messo in atto meccanismi economici e com- portamenti sociali atti a sidare il tempo, quali fedecommessi e maggiorascati, matrimoni endogamici, celibato maschile dei cadetti e monacazione delle i- glie femmine 1 . Come è noto, tutti questi comportamenti furono energicamente messi in discussione dalla legislazione del Decennio napoleonico. Parlare dell’aristocrazia napoletana nel Decennio signiica per forza di cose partire da ciò che per essa ha costituito la legge dell’eversione feudale. Come è noto, un intenso dibattito sugli effetti della soppressione della feudalità ha percorso la storiograia della seconda metà del XX secolo 2 , ma che l’eversione 1 Sono d’obbligo i riferimenti a M. A. Visceglia, Il bisogno di eternità. I comportamenti aristocratici a Napoli in età moderna, Napoli, Guida, 1988; Ead. Identità sociali. La nobiltà napoletana nella prima età moderna, Milano, Unicopli, 1998; A. Musi, Il feudalesimo nell’Europa moderna, Bologna, Il Mulino, 2007, con particolare riferimento al capitolo V. Per quanto riguarda e alcune forme di strategie adottate dall’ aristocrazia napoletana al ine di assicurare la propria sopravvivenza, mi si consenta di rinviare anche a G. Sodano, “Per acquistar gloria con Dio e con il mondo”. Aristocrazia, Monti di famiglia e Monte della Misericordia tra XVII e XVIII secolo, in M. Pisani Massamormile (a cura di), Il Pio Monte della Misericordia di Napoli nel quarto centenario, Napoli, Electa, 2003, pp. 255-274. 2 Si veda a questo proposito P. Villani, Un ventennio di ricerche: dai rapporti di