Fabio Colonnese, Il labirinto in architettura ovvero l’architettura del labirinto. In Il rilievo dei beni architettonici per la conservazione. Atti del Convegno Verso la Dichiarazione sul Rilevamento Architettonico, Roma, Castel Sant’Angelo, 16- 18 Novembre 2000. Edito da Cesare Cundari e Laura Carnevali. Roma: Edizioni Kappa, 2005 [CD ROM]. ISBN 8878906670. Il labirinto in architettura ovvero l'architettura del labirinto Fabio Colonnese Dipartimento R.A.D.A.AR. - Università di Roma Sapienza fabio.colonnese@uniroma1.it Introduzione Affrontare il tema del labirinto significa innanzitutto confrontarsi con qualcosa di molto antico, antico forse quanto e più della Storia stessa, confrontarsi, cioè, con un simbolo che probabilmente accompagna l'uomo sin dalla sua comparsa sulla Terra e al quale oggi si attribuiscono molteplici significati. Risultano quindi necessarie alcune premesse ai fini di stabilire una base comune di partenza. Innanzitutto c’è bisogno oggi di uno studio sui labirinti, un tema che ha goduto sempre di notevole popolarità e che nel corso dei secoli è stato oggetto di innumerevoli studi e pubblicazioni? La risposta - che è poi la motivazione che mi porta a scrivere - è duplice: innanzitutto riguarda l'attualità che ancora oggi caratterizza il labirinto per la sua intrinseca valenza simbolica, tanto che è presente nella vita di tutti i giorni, sotto forma di gioco enigmistico o come metafora della intangibile Rete informatica; in secondo luogo perché l'argomento è stato raramente affrontato da un architetto, attraverso una specifica lettura geometrico- spaziale, dato che i principali studiosi contemporanei partono da approcci di altra natura o disciplina 1 . E questo mi porta alla seconda premessa, ovvero ai criteri adottati per questo studio: poiché lo scopo è di poter confrontare tra loro labirinti di natura, epoca, motivazioni e culture differenti, il primo passo consiste nell’individuare una serie di parametri di lettura, comuni alle opere esaminate escludendo tutti quei fattori specifici che potrebbero rendere più difficile la comparazione. Si tenta cioè una lettura formalista a prescindere dai molti eventi e condizioni contingenti che hanno portato alla singola opera, estrapolando il segno dal contesto ai fini di una catalogazione per caratteri geometrico-proporzionali. 1 Come esempio si riportano nome e professione di alcuni labirintologi: Trollope, prete anglicano; Matthews impiegato all'ufficio Pesi e Misure; Meyer, germanista; Eilmann, archeologo; Santarcangeli, professore di letteratura ungherese; Kraft, giornalista; Batschelet-Massini, filologo-classico