115 Le ricerche che da alcuni anni sto conducendo sulla pittura del Quattrocento, dapprima a Came- rino e poi ad Ancona e nel suo cir- condario, riguardano soprattutto i pittori della cosiddetta “Scuola di Ancona”, ribattezzata felicemen- te da Fabio Bisogni “Scuola della costa” 1 . Se questo secondo nome trova giustificazione nella diffusio- ne delle opere di quegli artisti in un’area delle Marche che dal Co- nero scende fino a Fermo e al Fer- mano (allargandosi peraltro non poco nell’entroterra), al primo ha restituito fondamento la recente scoperta che “Carlo da Camerino” è in realtà Olivuccio di Ceccarel- lo, pittore di nascita camerinese ma attivo per oltre mezzo secolo (1388-1439) nella città dorica 2 . Per questa occasione ho voluto concentrarmi sulle novità riguar- danti un umbro che in Ancona si educò – proprio presso Olivuccio – e visse per molti anni, Bartolo- meo di Tommaso da Foligno (fig. 1), e un gruppetto di pittori di di- verse generazioni in vario modo legati a lui: Pietro di Domenico da Montepulciano (figg. 4-6, tavv. X- XIab), lo sconosciuto Domenico di Paolo da Recanati (figg. 8-10), Giacomo di Nicola da Recanati, Angelo di Bartolomeo da Camerino (fig. 11). Prenderò le mosse da due impor- tanti documenti sul folignate che certificano la sua presenza in due o, meglio, tre città marchigiane nelle quali mancavano finora sue attesta- zioni: Recanati e Ascoli, nel 1429, e Camerino, nel 1431. Intorno a Bartolomeo di Tommaso Ricerche sulla “Scuola di Ancona” Matteo Mazzalupi 1. BARTOLOMEO DI TOMMASO DA FOLIGNO: Incoronazione della Vergine tra la Natività e l’Adorazione dei Magi (trittico Rospigliosi). CITTÀ DEL VATICANO, Pinacoteca Vaticana.