- 373 - RAFFAELLA COLETTI, FILIPPO CELATA PROSSIMITÀ, REGIONALIZZAZIONI ISTITUZIONALI E CONFINI: POLITICHE DELLA SCALA ALLE FRONTIERE ESTERNE DELL’UNIONE EUROPEA 1. INTRODUZIONE. A seguito dello storico allargamento del 2004 l’Unione europea (UE) ha avviato una politica ambiziosa nei confronti dei paesi più ‘prossimi’ non candidati all’adesione. La “Politica europea di vicinato”, o “Politica di prossimità”, è stata definitivamente avviata nel 2007. Il tentativo dichiarato è superare una distinzione netta tra politica interna e esterna offrendo, anche a Paesi di cui non viene prevista l’adesione, vantaggi e opportunità finora riservati ai membri dell’Unione, con l’obiettivo esplicito di creare una zona di prosperità e di “buon vicinato” ai confini esterni dell’UE. La definizione della Politica di vicinato implica una rivoluzione delle politiche di assistenza esterna dell’UE, che nei periodi di programmazione precedenti prevedevano un’articolazione per aree territoriali. La Politica di vicinato supera questa prospettiva nella convinzione che la capacità dell’UE di garantire ai suoi cittadini sicurezza, stabilità e sviluppo sostenibile non sia dissociabile dalla volontà di intensificare le relazioni con i Paesi limitrofi. Questo contributo si concentra sugli aspetti di maggiore interesse geografico della Politica di vicinato, proponendo in particolare una riflessione sui diversi processi di regionalizzazione istituzionale che si sono attivati alle frontiere esterne dell’UE. L’osservazione di tali processi offre interessanti chiavi di lettura per un’analisi critica delle relazioni tra UE e paesi vicini, del ruolo del territorio nell’evoluzione delle politiche UE e del processo di (ri)costruzione delle frontiere esterne europee, nella loro dimensione materiale e simbolica.